Sul Monte Baldo c’è metà della varietà floreale delle Alpi
di Alessandro Bonfante
Forse non tutti sanno che… Il Monte Baldo conserva la metà delle specie floreali dell’arco alpino. Lo ha ricordato Pier Giorgio Ruggero, direttore commerciale di Edizioni L’Informatore Agrario, durante la presentazione di “Vita in Campagna – La Fiera”, che si prepara al debutto a Veronafiere dal 14 al 16 marzo, dopo undici edizioni a Montichiari.
«Il Monte Baldo, come ben sapete, ha origini glaciali e, dall’intersezione con il Monte Pastello, nasce il Lago di Garda. Questo territorio conserva la metà delle specie floreali esistenti nell’arco alpino, varietà che si sono preservate durante la glaciazione» spiega Ruggiero.
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«Da cinque secoli, queste specie sono oggetto di studio da parte di botanici, medici e farmacologi, per le loro proprietà terapeutiche. In passato, molti principi attivi erano utilizzati nella medicina tradizionale e nella farmacopea, ma con l’avvento della rivoluzione industriale e lo sviluppo dell’industria chimica, sono stati progressivamente abbandonati. Tuttavia, queste piante conservano ancora oggi le loro caratteristiche e il loro valore come elementi di base per la cura di diverse patologie».
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«Il Monte Baldo è conosciuto come il “Giardino d’Europa” proprio per la sua straordinaria biodiversità. In occasione dell’evento del 16 (domenica), un farmacista illustrerà le proprietà di quattro varietà botaniche, spiegandone le caratteristiche anche alle famiglie presenti», continua Ruggiero.
«Oltre a questo, interverranno esperti e studiosi del Monte Baldo, che approfondiranno gli aspetti morfologici, la flora e la fauna della zona. Dal fiore simbolo della montagna, la stella alpina, fino all’olivo, verranno esplorate le diverse specie che caratterizzano non solo il paesaggio, ma anche le filiere agricole e di trasformazione del nostro territorio».
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