Soave sostiene la candidatura UNESCO di Bolca: «Opportunità strategica per il territorio»
Redazione
«Le parole del sottosegretario Mazzi fanno ben sperare. Per questo, come Comune di Soave, continueremo a sostenere la candidatura di Bolca a patrimonio UNESCO, permanendo all’interno dell’associazione temporanea di scopo e provvedendo al finanziamento, quota parte, degli ulteriori sforzi necessari». Così il sindaco di Soave, Matteo Pressi, in relazione alla dichiarazione dei giorni scorsi del sottosegretario di Stato alla Cultura con delega all’Unesco Gianmarco Mazzi, il quale ha assicurato il massimo impegno del Governo per elevare la candidatura UNESCO di Bolca a proposta unitaria dell’Italia per la sessione 2027.

«La candidatura UNESCO – prosegue Pressi – è una grande opportunità per Bolca, Vestenanova e tutta la Valdalpone, ma riveste un’importanza strategica anche per il territorio di Soave. Oggi noi attiriamo moltissimi turisti, i quali potrebbero permanere per ancora più tempo sul nostro territorio e nelle nostre strutture ricettive facendo conoscere loro i siti di rilevante interesse circostanti. L’ottenimento del marchio UNESCO per il sito archeologico di Bolca contribuirebbe a sostenere il turismo anche a Soave, propagando i suoi effetti positivi su tutto l’est veronese e Gran ulteriori opportunità lavorative per i nostri imprenditori nel settore della ricettività».
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Mazzi: «Massimo impegno»
«Metteremo il massimo impegno affinché la candidatura Unesco del Ministero dell’Ambiente, riguardante Bolca e i fossili della Val d’Alpone, sia la candidatura ufficiale dell’Italia nel 2027», ha dichiarato infatti Gianmarco Mazzi nei giorni scorsi.
«Conosco bene quel territorio veronese sin da bambino, sarà un piacere accogliere l’invito dei sindaci e delle comunità quando lo riceverò. Bolca merita il riconoscimento a Patrimonio mondiale dell’umanità per il suo valore scientifico e culturale. Lavoreremo con i colleghi del Mase e le comunità locali – conclude – per provare a mettere a segno un nuovo grande risultato internazionale per l’Italia».

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