Selva di Progno: ciclabile e case Ater per il rilancio
Redazione
La Val d’Illasi punta sul turismo lento e sulla coesione territoriale per costruire il proprio futuro. Uno dei pilastri di questa visione è il progetto ambizioso di una pista ciclabile che collegherà l’alta valle con la pianura. Il percorso parte da Giazza e mira a raggiungere il raccordo con la rete ciclabile verso il fondovalle.
Una ciclabile di vallata
Il sindaco di Selva di Progno, Marco Antonio Cappelletti, sottolinea come l’opera sia frutto di una collaborazione corale. «È importante chiarire che stiamo lavorando in cordata con tutti i comuni», spiega il primo cittadino. Il progetto si divide in due fasi: la prima riguarda la fattibilità tecnico-economica (PFTE), mentre la seconda interessa la parte esecutiva. Attualmente la pista è arrivata a Cogollo di Tregnago. Il prossimo stralcio, una volta completati i passaggi tecnici, proseguirà da Tregnago verso Illasi.
Per Cappelletti, il segreto dei risultati ottenuti risiede nel gioco di squadra tra i sindaci della zona. «Noi guardiamo il territorio, c’è una stima reciproca e questa è la nostra forza granitica. Facciamo fatica a camminare, ma camminiamo insieme», aggiunge il sindaco.
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Edilizia e lotta allo spopolamento
Oltre al turismo, l’amministrazione si concentra sul sostegno alla residenzialità. Un recente accordo con l’Ater di Verona permetterà la riqualificazione di alcuni alloggi destinati all’edilizia residenziale pubblica. Questa politica non è nuova per il Comune: fin dal 1990 sono stati creati spazi abitativi a Giazza, a San Bortolo e nel centro storico di Selva di Progno per favorire la permanenza dei residenti e attrarre nuovi abitanti.
Il sindaco lega questi interventi alla recente legge sulla montagna, sottolineando l’importanza di presidiare le zone alte: «Un territorio senza servizi muore. Questi fabbricati permettono alle persone del territorio, e non solo, di abitare a Selva di Progno».
L’identità cimbra nel futuro
Infine, lo sguardo si volge alla cultura. Selva di Progno rimane l’ultimo baluardo della tradizione cimbra, con i musei di Giazza e di San Bortolo (Museo dei Trombini) che fanno parte del sistema museale della Lessinia. Secondo Cappelletti, però, è giunto il momento di un aggiornamento. «Queste strutture hanno dato risultati nel tempo – conclude il sindaco – ma adesso dobbiamo avere il coraggio di adeguarle ai tempi che cambiano dal punto di vista tecnologico».
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