San Bonifacio, Gastroenterologia si riorganizza. Ulss 9: «Nessuna chiusura»

Redazione

| 28/09/2025
Nessuna chiusura secondo l’Ulss 9, ma organici in sofferenza. Il sindaco di San Bonifacio e quello di Belfiore Albertini temono un ridimensionamento, quello di Soave Pressi parla di speculazione politica.

Carenza di personale e riorganizzazione temporanea all’ospedale Fracastoro di San Bonifacio. L’Ulss 9 Scaligera chiarisce che non c’è «alcuna chiusura» del reparto di Gastroenterologia: l’attività endoscopica e ambulatoriale prosegue, mentre i posti letto sono stati «temporaneamente» assegnati alla Medicina interna, con i gastroenterologi impegnati in consulenza sui ricoveri. La Direzione attribuisce la scelta alla difficoltà nel reperire specialisti e ribadisce che si tratta di una misura provvisoria.

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Secondo l’Azienda sanitaria, al Fracastoro risultano coperte tutte le 15 posizioni apicali e sono stati nominati i direttori dei dipartimenti aziendali; sono in arrivo anestesisti e chirurghi e si è aderito ai concorsi per il Pronto soccorso.

Per la Gastroenterologia, l’Ulss ricostruisce una contrazione dell’organico: da 8 medici nel 2019 a 5 nel 2024, con una cessazione a metà novembre che riporterebbe l’organico a 4 unità. Gli avvisi di mobilità sono andati deserti e si punta ora a nuovi bandi a tempo determinato e a concorso regionale.

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Sul fronte delle dotazioni, l’Ulss segnala dal 2022 oltre 16 milioni di investimenti complessivi, di cui più di 4 milioni a San Bonifacio (radiologia, blocco operatorio, aree critiche) e procedure in corso per nuovi endoscopi.

In un’intervista a Tgr Veneto, il sindaco di San Bonifacio Fulvio Soave (Verona Domani) ha dichiarato: «È l’ennesima azione di depotenziamento del nostro ospedale. Ci dicano chiaramente cosa voglio fare dell’ospedale di San Bonifacio. Noi siamo pronti a scendere in piazza».

Sempre sul versante politico, Alessio Albertini (sindaco di Belfiore, candidato Pd alle regionali) parla di «ridimensionamento» e denuncia un «impoverimento di professionalità» e di strumentazioni «obsolete», oltre a un «dialogo difficile» tra vertici e personale: «Senza investimenti, confronto e valorizzazione del personale, i cittadini dell’Est Veronese rischiano di vedere compromesso il loro diritto alla salute», afferma. Albertini chiede all’Ulss di «trattenere i medici a San Bonifacio», «garantire strumenti adeguati» e «rafforzare il confronto interno».

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Di segno opposto la replica del sindaco di Soave Matteo Pressi (Lega), che imputa ad Albertini «speculazione politica»: «Come chiarito dall’Ulss, non c’è un solo posto letto tagliato e l’assistenza prosegue con lo stesso livello di qualità. Scatenare allarmi infondati scredita l’ospedale e ne mina il futuro», sostiene, invitando a «difendere la reputazione» del Fracastoro per poter attrarre nuovi medici.

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