Romano Guardini: filosofo e teologo veronese a 50 anni dalla morte

La città lo ricorda con affetto, così come ha sempre fatto lui, e per questo organizza un momento di raccolta per diffonderne ancora una volta il suo pensiero. Verona gli è sempre rimasta nel cuore e, il 20 febbraio, a  50 anni dalla morte, Romano Guardini, teologo e filosofo originario della città scaligera, verrà commemorato…

La città lo ricorda con affetto, così come ha sempre fatto lui, e per questo organizza un momento di raccolta per diffonderne ancora una volta il suo pensiero.

Verona gli è sempre rimasta nel cuore e, il 20 febbraio, a  50 anni dalla morte, Romano Guardini, teologo e filosofo originario della città scaligera, verrà commemorato con un momento di riflessione e ricordo. L’iniziativa, organizzata dallo Studio Teologico San Zeno in collaborazione con la Fondazione Giorgio Zanotto, è un’occasione per far riflettere la città sull’attualità del pensiero del filosofo.

Il programma prenderà il via alle 17, nella Chiesa di San Nicolò all’Arena, dove Guardini è stato battezzato nel 1885. Successivamente, alle 18 presso il Teatro Stimate di piazza Cittadella, interverranno due dei massimi studiosi del pensiero di Guardini: il prof. Silvano Zucal, docente di filosofia all’Università di Trento, che terrà l’incontro Romano Guardini: un ethos per l’Europa, e il prof. Ilario Bertoletti curatore dell’opera omnia della casa editrice Morcelliana, che parlerà di Romano Guardini e la Morcelliana.

Romano Guardini è nato nel cuore di Verona, in via Leoncino, il 17 febbraio 1885. Dopo essersi trasferito con la famiglia in Germania, tenta la strada accademica studiando chimica ed economia, ma il destino lo porta a intraprendere una strada diversa: quella del seminario. Inizia quindi gli studi di teologia a Friburgo e Tubinga e nel 1910 viene ordinato sacerdote a Magonza ottenendo, una decina di anni più tardi, la cattedra di “Filosofia della religione”.

Nonostante la battuta di arresto all’insegnamento imposta dal nazismo, nel 1945 ottiene la cattedra di Tubinga e nel 1948 quella di Monaco di Baviera. Il suo intenso legame con la città scaligera, che Guardini non ha mai dimenticato, viene sancito dalla cittadinanza onoraria e dal Premio San Zeno, che gli vengono conferiti dall’allora sindaco Giorgio Zanotto, rispettivamente nel 1956 e nel 1963. Due anni più tardi, il 20 marzo 1965, il filosofo ottiene anche la laurea honoris causa in Pedagogia dall’Università degli Studi di Padova e tre anni dopo, il 1° ottobre 1968, si spegne a Monaco di Baviera, dove è tutt’ora sepolto.

Gli interessi del teologo hanno spaziato dalla filosofia, alla politica e all’arte, fino ad arrivare alla pedagogia, tanto da portarlo a fondare il movimento Quickborn, incentrato sulla figura di Gesù come guida della gioventù, che ispirò i ragazzi della Rosa Bianca, condannati dai nazisti perché oppositori del regime. A lui Verona ha dedicato un piazzale, una scuola e una targa posta nella casa natia. Il 16 dicembre del 2017 nella cattedrale di Monaco di Baviera il cardinale Reinhard Marx ha avviato solennemente il processo per la sua beatificazione, a testimonianza della sua grande impronta lasciata nel mondo.

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