Povegliano Veronese: sì unanime alla mozione su rinnovabili e tutela del paesaggio

Redazione

| 02/07/2025
Il Consiglio comunale chiede più rigore nella definizione delle aree idonee agli impianti FER, tutelando paesaggio, suolo agricolo e ruolo dei Comuni nella transizione energetica.

Il Consiglio comunale di Povegliano Veronese ha approvato all’unanimità, nella seduta del 30 giugno, la mozione presentata dal capogruppo di maggioranza, Edoardo Cavallini, che ribadisce la piena adesione del Comune agli obiettivi nazionali ed europei di transizione energetica e decarbonizzazione, riaffermando al contempo la necessità di garantire un equilibrio fra la promozione delle fonti rinnovabili e la tutela del paesaggio veneto, delle aree agricole e del patrimonio ambientale e culturale.

Il TAR del Lazio, con la pronuncia n. 9155 del 13 maggio 2025, ha annullato alcune disposizioni del Decreto Ministeriale del 21 giugno 2024 sulle aree idonee per lo sviluppo degli impianti a fonti rinnovabili, intervenendo in particolare sulla discrezionalità attribuita alle Regioni nell’individuazione di tali aree.

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La sentenza impone così al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) di rivedere i criteri di classificazione dei territori, ridefinendo in modo più puntuale e rigoroso le aree considerate idonee e non idonee all’installazione di impianti FER. In particolare, nel decreto sulle aree idonee, come precisa la sentenza, mancano i criteri tecnici di tipo oggettivo, correlati alla tutela dell’ambiente, del paesaggio e del patrimonio culturale, che guidino il legislatore regionale nell’individuazione delle aree idonee e non idonee.

«La transizione energetica è una priorità che sosteniamo convintamente e infatti siamo tra i primo comuni in Italia ad aver fondato una Comunità Energetica Rinnovabile – dichiara il consigliere Edoardo Cavallini – ma è nostro dovere amministrativo e civile governare questo processo secondo criteri scientifici, di pianificazione razionale e rispetto del territorio, affinché non si trasformi in una nuova forma di consumo di suolo né in un rischio per le nostre economie agricole e il paesaggio storico che ci identifica».

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Il Consiglio comunale ha dato mandato alla sindaca Roberta Tedeschi affinché rappresenti questa istanza presso gli enti sovraordinati competenti, richiedendo che l’individuazione delle aree idonee all’installazione degli impianti FER avvenga in primis privilegiando cave dismesse, aree industriali abbandonate, superfici già compromesse, evitando il consumo di suolo agricolo e la compromissione del paesaggio rurale veneto. 

Il Consiglio comunale ribadisce infine l’urgenza di attribuire ai Comuni un ruolo effettivo e qualificato nella pianificazione energetica territoriale, in attuazione del principio costituzionale di sussidiarietà e nella consapevolezza che il governo responsabile della transizione passa attraverso la valorizzazione delle autonomie locali. 

«È indispensabile – precisa la sindaca Tedeschi – che i Comuni possano avere un ruolo concreto e riconosciuto nelle procedure di individuazione delle aree idonee e non idonee agli impianti FER. Nessuno meglio delle amministrazioni locali conosce il valore, le criticità e le potenzialità del proprio territorio. Serve un coinvolgimento vero, non formale, perché la transizione energetica deve nascere dal basso, con i territori e per i territori».

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