Posata a Bosco Chiesanuova la pietra d’inciampo per Ruggero Jenna
Redazione
Venerdì 30 maggio, la comunità di Bosco Chiesanuova si è riunita per una cerimonia in memoria dell’avvocato Ruggero Jenna, ebreo veronese catturato dalle Brigate nere in paese, dov’era sfollato, e deportato ad Auschwitz dove è stato avviato alle camere a gas.
Organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Bosco Chiesanuova con il prezioso contributo dell’Associazione Figli della Shoah, del Gruppo Alpini Bosco Chiesanuova, della Pro Loco Bosco Chiesanuova, dell’Istituto Comprensivo e di numerosi volontari che hanno collaborato, l’evento ha visto la posa di una pietra d’inciampo e di una stele in bronzo, simboli duraturi per ricordare la sua vita, il suo coraggio, il suo sacrificio e quello di innumerevoli vittime della Shoah e della repressione nazifascista.
«Questa giornata di commemorazione è dedicata a mantenere viva la memoria di un uomo riconosciuto per essere uno stimato avvocato e un difensore della Patria. Si arruolò come volontario combattendo su questi monti nella Grande Guerra e fu, addirittura, decorato al valore e promosso capitano da Benito Mussolini. Ma nonostante ciò, si trovò poi ad affrontare le atrocità dell’occupazione e la follia della persecuzione nazifascista. Ricordare Ruggero Jenna che ha cercato protezione sulle nostre montagne e tra la nostra gente, è ricordare a ciascuno di noi e dei nostri giovani il valore della Pace e l’importanza di conoscere la Storia per discernere ciò che è bene, da ciò che non lo è. Appello che torna, purtroppo, attuale in uno scenario mondiale sempre più preoccupante, che alimenta ideologie razziste, violenza e discriminazioni» ha dichiarato il Sindaco di Bosco Chiesanuova, Claudio Melotti.
Ruggero Jenna, nato nel 1887, dopo aver vissuto i pesanti bombardamenti alleati su Verona nel 1943, tornò da sfollato a cercare rifugio a Bosco Chiesanuova con moglie e figlio, in Contrada Càrcaro, pensando come tanti che la guerra non sarebbe durata ancora a lungo. Venuto a conoscenza che si preparava un rastrellamento, l’avvocato Jenna accettò di trasferirsi ad Erbezzo in una stanza messa disposizione dai Salesiani ma lungo il tragitto, l’8 luglio 1944, fu arrestato dalle Brigate nere e consegnato alle SS che lo internarono e torturarono nel campo di Bolzano, prima di deportarlo ad Auschwitz, dove fu assassinato nelle camere a gas il 28 ottobre 1944. Alla cerimonia di venerdì parteciperà il figlio di Ruggero Jenna, Paolo, che allora undicenne fu salvato dal padre che, al momento dell’arresto, dichiarò alle Brigate nere di non conoscerlo e che si trattava solo di un ragazzo di Bosco Chiesanuova che lo stava accompagnando per indicargli la strada per Erbezzo, dov’era diretto alla ricerca di un rifugio più sicuro.
Il programma della giornata di commemorazione del 30 maggio ha visto il ritrovo in località Contrada Càrcaro a Bosco Chiesanuova, con studenti, autorità e cittadini e la posa della pietra d’inciampo, alle 9.30, davanti alla porta della casa che fu dell’Avvocato Ruggero Jenna. La pietra porta l’iscrizione che ricorda il luogo dove abitava, la data di nascita, la data dell’arresto, il luogo della deportazione e il giorno in cui fu assassinato il 28 ottobre 1944. L’evento è proseguito al Teatro Vittoria, con la presentazione della mostra “La Grande Storia e la piccola storia” a cura dell’Associazione Figli della Shoah e, alle 10.15, con un intenso ed emozionante dialogo tra studenti e cittadini con Paolo Ruggero Jenna, figlio dell’avvocato, ospitato in Sala Olimpica. Alle 11.30 è stata posata di una targa commemorativa in Largo Jenna.
«Invitiamo sentitamente tutta la comunità a partecipare a questa giornata per onorare la memoria di Ruggero Jenna e riflettere sull’importanza del coraggio civile e del dovere di non dimenticare le pagine più buie della nostra storia. Anche con la posa di questa pietra d’inciampo, il cui nome richiama l’idea di inciampare non fisicamente, ma emotivamente, per riflettere e ricordare le vite spezzate dalla guerra, dalla persecuzione e dall’odio che purtroppo ancora oggi seminano, nel mondo, angoscia e disperazione» ha concluso l’Assessore alla Cultura del Comune di Bosco Chiesanuova, Michele Zanini.
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