Nuove condotte anti-pfas fra Cologna, Zimella e Roveredo di Guà
Oltre 2 chilometri di nuove reti acquedottistiche in un’area a rischio, soggetta all’emergenza dei fenomeni di contaminazione da composti perfluoroalchilici (PFAS) presenti nelle acque sotterranee.
Un intervento realizzato da Acque Veronesi, dal costo di 500mila euro, che porterà adesso il servizio idrico in diverse frazioni dei Comuni di Zimella, Cologna Veneta e Roveredo di Guà.
Frazioni che erano sprovviste di infrastrutture acquedottistiche ed erano servite fino a pochi mesi fa esclusivamente da pozzi privati. I lavori di estensione delle reti di distribuzione dell’acquedotto nei tre Comuni (circa 2 chilometri di nuove condotte) erano partiti nello scorso mese di marzo e hanno interessato una ventina di abitazioni private che non erano allacciate alla rete pubblica.
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Nel dettaglio, l’intervento ha riguardato le vie Moraron e Larga nel Comune di Zimella, via Fornasette e la parte a sud di via Larga nel Comune di Cologna Veneta, nonché un tratto di collegamento tra via Verona a via Dossi nel Comune di Roveredo di Guà. Le nuove tubature sono state realizzate in ghisa, con un diametro di 100 millimetri.
«Un intervento particolarmente atteso in una zona soggetta a presenza di pfas nel sottosuolo, che adesso sarà dotata di infrastrutture moderne ed efficienti. Garantiamo così ad un centinaio di residenti l’accesso ad acqua controllata e di qualità – ha commentato il presidente di Acque Veronesi Roberto Mantovanelli – Prosegue l’impegno della società in una continua e capillare attività di estensione delle reti idriche in zone sprovviste e potenzialmente a rischio a causa di fattori inquinanti. Offrire ai nostri utenti un servizio con elevati standard qualitativi e della massima sicurezza rappresenta uno degli obiettivi principali di Acque Veronesi».
«Desidero esprimere il mio ringraziamento al presidente Mantovanelli e ad Acque Veronesi per l’importante intervento a presidio della salute pubblica – ha sottolineato Manuel Scalzotto, sindaco di Cologna Venete – Non si tratta infatti solamente di una normale estensione del servizio di conduttura idrica, ma anche di una attenzione a quella che è la fruizione del prezioso bene primario acqua, che nei nostri territori, purtroppo, è stata resa non scontata dalla vicenda dei pfas».
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