Monte Comun ricorda Rita Rosani e i caduti della Resistenza
di Alessandra Scolari
In occasione dell’81esimo anniversario della battaglia della seconda guerra mondiale che ha sconvolto la frazione di Alcenago e segnato la storia della resistenza veronese, domenica 14 settembre, sul sacrario di Monte Comun, verranno commemorate le vittime Rita Rosani Medaglia d’Oro al Valor Militare, Dino Degani, Medaglia d’Argento al Valor Militare e i tre partigiani dispersi, di cui si conoscono solo il nome di battaglia Selva, Gallo e Orso.
Il fatto avvenne domenica 17 settembre 1944. La piccola pattuglia della brigata Aquila, alloggiava a Ca Bacioca di Monte Comun. Gallo, Orso e Selva il sabato (16 settembre) pomeriggio erano stati inviati a Grezzana per ritirare le armi. Il colonello Umberto Ricca di prima mattina si accorse che i tre partigiani non erano tornati, quindi sveglio tutti e li invitò a scappare, a mettersi in salvo. Anche i tedeschi e nazifascisti avevano iniziato i rastrellamenti.
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La situazione si presentò subito impari (15 partigiani, contro 130 tra fascisti e repubblichini). Solo Dino Degani (17 anni di Negrar) e la maestra ebrea di Trieste Rita Rosani (Rosenzweig) arrivata a Monte Comun al seguito del colonello Ricca e reduce di un‘influenza, erano armati. I partigiani erano riusciti tutti a scavalcare il muretto di confine con Negrar. Dino ferito, si accorse che mancava Rita, tornò indietro per aiutarla, ma venne freddato a pochi metri di distanza da Rita, la quale già ferita ricevette l’ultimo colpo alla tempia. I cecchini lasciarono Monte Comun, vietando di seppellire le salme dei due partigiani. Don Pompilio Zanella, parroco di Alcenago, non si adeguò agli ordini e provvide a seppellire provvisoriamente i corpi delle due vittime nel piccolo cimitero di Alcenago.
I testimoni oculari, ormai tutti scomparsi, hanno raccontato nei tribunali e agli storici la loro versione su questa battaglia, ricostruita, in particolare, nei libri «Storia della Resistenza Veronese» di Maurizio Zagarini e da Livio Isaak Strovich «Non era una donna, era un bandito. Rita Rosani una ragazza in guerra». Rita fu la prima donna ebrea morta in combattimento durante questa guerra.
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Il programma
- Il programma della giornata prevede alle 10 il ritrovo delle Associazioni combattentistiche, delle Forze dell’Ordine e delle Autorità, breve processione con alcuni componenti la banda cittadina, al monumento, dove oltre all’onore ai caduti, verrà deposta una corona.
- Seguirà alle 10:30 la messa di suffragio. Al termine il saluto di benvenuto e ringraziamento, dei sindaci dei comuni di Grezzana e di Negrar di Valpolicella, un breve intervento della Prof.ssa Fiorenza Canestrari, Vicepresidente dell’Associazione Volontari della Libertà di Verona e del Dottor Dino Degani (nipote della vittima). L’orazione ufficiale sarà del Professor Federico Melotto, Presidente dell’Istituto Veronese Resistenza ed Età contemporanea.
- Al termine un momento conviviale.
Come di consueto daranno lustro le fasce tricolore dei sindaci (o loro delegati), i gonfaloni di comuni e associazioni con tutte le medaglie.
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