Malcesine presenta il Piano Strategico del Turismo
Redazione
Malcesine apre una nuova fase della propria storia turistica. A Palazzo dei Capitani, l’Amministrazione comunale ha presentato alla cittadinanza, alle associazioni e agli operatori il Piano Strategico del Turismo, un documento di ampio respiro che restituisce una fotografia accurata della destinazione e indica una serie di interventi concreti per governare in modo più ordinato e sostenibile l’enorme attrattività che il borgo esercita sul Lago di Garda.
Il percorso, avviato a partire da marzo 2025 con il supporto di JustGood Tourism, ha raccolto indicatori quantitativi e qualitativi che fotografano una destinazione in buono salute dal punto di vista delle presenze, ma sottoposta a una pressione crescente. La provenienza dei turisti continua a essere dominata dalla Germania, che rappresenta il 63% del mercato, seguita da Regno Unito, Austria e Polonia, mentre il sistema ricettivo supera gli 11.300 posti letto, con una prevalenza del settore extra-alberghiero e una riduzione della permanenza media – in linea con il trend nazionale – che si attesta su 4,4 giorni (5,5 giorni nel 2005). Il dato più significativo riguarda l’indice di pressione turistica, che raggiunge 86,77 presenze giornaliere ogni 100 abitanti: un valore che colloca Malcesine tra i 30 Comuni italiani maggiormente esposti all’afflusso turistico, sul fronte gardesano dietro solo a Lazise.
Il Piano propone un impianto organico che mira a passare da un approccio per singoli interventi a un sistema coordinato. Al centro del nuovo assetto si colloca una governance integrata, costruita attorno al Comune, alla figura professionale del Destination Manager — che sarà selezionata con bando pubblico nei prossimi mesi — e alla collaborazione funzionale con la Destination Verona & Garda per la gestione di servizi strategici come l’Ufficio IAT, della promozione, della commercializzazione e della parte digital. L’intero processo seguirà un percorso graduale: approvazione del Piano nel 2025, attivazione della nuova struttura tra l’inverno e la primavera 2026, sviluppo operativo nel corso dell’anno e consolidamento della governance entro novembre 2026.
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Uno dei capitoli più rilevanti riguarda la gestione dei flussi turistici, oggi caratterizzati da una forte concentrazione in alcune aree e fasce orarie, in particolare attorno al Castello Scaligero e alla Funivia del Monte Baldo. Il documento individua la necessità di introdurre sistemi di prenotazione anticipata per organizzare meglio gli accessi, riorganizzare la segnaletica e i percorsi pedonali, integrare le principali attrazioni attraverso strumenti digitali e card di destinazione, e monitorare in modo continuativo dati e comportamenti dei visitatori. Esperienze analoghe già adottate in altre località europee dimostrano come queste soluzioni possano migliorare la vivibilità e distribuire i flussi in modo più equilibrato.
Una parte centrale del Piano è dedicata al Monte Baldo, considerato una risorsa di valore straordinario ma ancora priva di una proposta pienamente strutturata. La strategia prevede la creazione di percorsi tematici e naturalistici, la realizzazione di nuovi punti panoramici, un miglioramento complessivo del visual dell’area a monte, la rigenerazione degli edifici esistenti, l’ampliamento delle offerte gastronomiche e delle attività stagionali e la valorizzazione delle malghe e degli alpeggi. L’obiettivo è offrire un’esperienza accessibile e coerente, capace di competere con le migliori destinazioni alpine senza perdere l’identità del luogo.

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Il documento affronta anche il tema del turismo outdoor, che già oggi rappresenta oltre la metà dei flussi mappati. Trekking, bike, sport acquatici, vela e parapendio costituiscono un patrimonio esperienziale che permette di intercettare nuovi pubblici e di estendere la stagione oltre i mesi estivi. La strategia punta a integrare l’offerta, coordinare gli operatori, creare pacchetti esperienziali e posizionare Malcesine come destinazione giovane e contemporanea, con una proposta capace di generare valore e prolungare la permanenza media. In questo quadro, il prodotto “vento” mantiene un ruolo centrale, con la Fraglia di Malcesine che resta un punto di riferimento riconosciuto a livello internazionale. Il Piano punta a rafforzarne il posizionamento attraverso eventi di alto profilo e nuove collaborazioni con federazioni e classi veliche, prevedendo al tempo stesso collegamenti più diretti con il tessuto urbano grazie a percorsi pedonali e ciclabili migliorati, una segnaletica più chiara e una maggiore accessibilità complessiva.
Un ulteriore asse di intervento riguarda il sistema degli eventi e del patrimonio culturale. Il Piano suggerisce di strutturare un palinsesto annuale più coordinato, che includa mostre, rassegne, percorsi tematici e soluzioni immersive, e che integri Castello, Funivia, lago e centro storico in un’unica esperienza. È prevista anche una razionalizzazione della gestione degli spazi culturali in termini di sostenibilità economica, accessibilità e capacità di attrarre pubblico diversificato.
Infine, un forte rinnovamento interesserà comunicazione e marketing, con il potenziamento dello IAT, l’introduzione di strumenti CRM, il collegamento con gli altri uffici del Garda veronese e la costruzione di un’immagine coordinata che metta in evidenza l’identità di Malcesine come destinazione outdoor, culturale e sostenibile. L’obiettivo è migliorare la qualità dell’informazione, orientare i visitatori e attrarre nuovi target attraverso campagne mirate e collaborazioni con la Destination Verona & Garda.
La Vision 2035 punta a superare la logica della crescita puramente quantitativa per orientare Malcesine verso un turismo capace di generare valore economico, benessere sociale e qualità della vita. Il Piano definisce infatti un percorso di rinnovamento dell’offerta che riconosce la varietà dei flussi, valorizza aree e potenzialità ancora poco sviluppate e sostiene la redditività delle imprese locali, generando così ricadute positive anche per i residenti, con più lavoro qualificato, servizi migliori e un benessere diffuso sul territorio. Una trasformazione che si fonda su una visione condivisa e su un sistema di interventi coordinati, pensati per accompagnare il borgo nel passaggio verso un modello di destinazione più equilibrato, competitivo e innovativo.
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