“La Via dell’Iris”: presentato il percorso che unisce natura, ricerca e tradizione in Val Tramigna
Redazione
Oggi, a palazzo Ferro Fini, la consigliera regionale Alessandra Sponda (Lega- LV) ha presentato “La Via dell’Iris”, assieme alla sindaca di Cazzano di Tramigna, Maria Luisa Guadin, al sindaco di Tregnago, Simone Santellani, ad Anna Giglioli, che ha realizzato una tesi di laurea in Farmacia sull’Iris, e a Laura Tinazzi e Carlo Bacco, partner privati della progettualità.
«Il progetto – ha spiegato Alessandra Sponda – è stato realizzato dal Comune di Cazzano di Tramigna e dalla sua Pro Loco, insieme al vicino Comune di Tregnago. Un percorso di 26 chilometri che si snoda tra le colline della Val Tramigna, costellato da piccoli gioielli di un blu acceso, ma anche uno studio sull’uso dell’Iris nei settori della salute e dell’ambiente. Un percorso tematico che vuole, da una parte valorizzare le bellezze naturalistiche del territorio, dall’altra far conoscere i molti utilizzi dell’Iris, fiore meraviglioso che ha avuto in passato una grande importanza per l’economia della Val Tramigna e che oggi sta vivendo una fase di nuova riscoperta».
«Avevamo presentato questo progetto lo scorso anno, proprio qui a palazzo Ferro Fini – ha aggiunto Sponda – e oggi ne illustriamo la realizzazione, decisamente in anticipo sulla scadenza che si erano prefissati gli ideatori. Complimenti a loro, quindi, che si sono impegnati moltissimo e che oggi raccolgono il frutto delle loro fatiche, come si è visto anche dalla partecipata Festa dell’Iris, arrivata alla dodicesima edizione, che domenica scorsa, 18 maggio, ha attirato moltissime persone a Campiano di Cazzano di Tramigna».
«Come amministratore regionale, non posso non spendermi per far conoscere progetti come questo – ha concluso Sponda -. La valorizzazione di un territorio passa anche attraverso la protezione di antiche tradizioni, quale appunto è la coltura dell’Iris e la restituzione di questo antico sapere alle nuove generazioni».
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La consigliera regionale veronese Stefano Valdegamberi (Gruppo Misto), ha parlato di un «progetto molto poliedrico e bello, perché attorno alla coltura dell’Iris si riscoprono la storia di un territorio, gli aspetti paesaggistici e scientifici. Il progetto ha inoltre una significativa valenza economica, culturale e culinaria. L’Iris è un fiore che dà identità a un territorio, lo identifica. Ma bisogna promuovere in modo adeguato i prodotti locali per reggere le sfide del mercato globale. Non basta infatti la qualità dei prodotti, serve anche la capacità di dare una identità storico culturale che conferisca ad un determinato prodotto una caratterizzazione unica, in modo da renderlo difficilmente clonabile».
La sindaca di Cazzano di Tramigna, Maria Luisa Guadin, ha spiegato che «”La Via dell’Iris” è stata finanziata da Cariverona e dai Comuni di Cazzano di Tramigna e Tregnago, con la collaborazione di cinque aziende agricole del territorio, per un valore complessivo di 102mila euro. Tre erano gli obiettivi principali che ci eravamo prefissati. Innanzitutto, la realizzazione del percorso di 26 chilometri da percorrere a piedi, in bici o a cavallo, che parte dall’Abbazia di Villanova (San Bonifacio), risale la Val Tramigna, attraversa Soave, fino a raggiungere in quota la frazione di Castelcerino, per proseguire quindi fino a Caltrano/Campiano (frazione di Cazzano); da qui si raggiunge la parte più alta della Valle al Capitello di Sant’Anna, per poi concludersi alla chiesa parrocchiale di Tregnago. Quindi, la valorizzazione della coltura dell’Iris, fiore che ha moltissime proprietà benefiche utilizzabili in medicina o in enogastronomia. Infine, la valorizzazione turistica del territorio: questo è stato possibile con il recupero di manufatti riportati all’antico splendore. Nell’ambito di questo progetto, abbiamo inoltre piantumato 10 mila rizomi di Iris su terreno pubblico e privato, coinvolgendo i bambini della scuola primaria».
La dottoressa Anna Giglioli, ha ricordato che «grazie al finanziamento di Cariverona è stato realizzato un sito internet per accedere a tante informazioni utili sul progetto ed è stata implementata la gestione dei Social per divulgare le diverse iniziative. L’Università degli Studi di Ferrara ha svolto molte attività di ricerca per caratterizzare l’Iris della Val Tramigna, un fiore che trova numerose applicazioni, soprattutto in campo cosmetico e profumistico, ma anche per la salute e in cucina, senza dimenticare il settore industriale per la tintura dei tessuti».
Francesco Valentini, presidente de “La Via dell’Iris”, ha presentato i risultati scientifici del progetto. «Dal 2023 al 2025 – ha detto Valentini – abbiamo registrato un marchio d’area, “La Via dell’Iris, Val Tramigna”, per promuovere il territorio e i prodotti locali. Inoltre, il percorso “La Via dell’Iris”, che parte dall’abbazia benedettina di San Bonifacio, attraversa Campiano, fino a Tregnago, è stato mappato con strumentazione Gps; sono stati anche realizzati pannelli informativi e la cartellonistica. Abbiamo altresì realizzato una mappatura sociale, ricercando le diverse realtà presenti nel territorio per valorizzarle e poterle usare per la promozione della zona. Il nostro impegno, inoltre, è stato rivolto alla sensibilizzazione dei bambini delle scuole verso l’importanza dell’Iris. E la popolazione è stata coinvolta nella piantumazione dei rizomi di Iris. Abbiamo collaborato con un fotografo professionale per dare visibilità al territorio».
Laura Tinazzi, titolare di una delle aziende agricole partner del progetto, ha spiegato che «noi tuteliamo la biodiversità e, in questo senso, la coltura dell’Iris è molto efficace, senza dimenticare che protegge il territorio da frane e smottamenti. Realizziamo saponette e confetture di Iris. Il progetto è molto importante perché ha la capacità di fare rete, di fare squadra, mettendo assieme pubblico, aziende e associazioni del territorio».
Carlo Bacco di Cazzano di Tramigna, la cui azienda agricola è partner progettuale, ha affermato di «credere fortemente nella coltura dell’Iris. Da piccolo, curavo e mondavo le radici dell’Iris, una tradizione di famiglia a cui sono particolarmente legato».
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