Isola della Scala: cittadini in difesa dei servizi ospedalieri

Redazione

| 09/03/2025
Grande partecipazione al meeting promosso dal Comitato per l’Ospedale e dalle associazioni locali per denunciare i tagli alla sanità e chiedere interventi concreti.

La tutela della salute resta una priorità per la comunità di Isola della Scala e dei comuni limitrofi. La conferma arriva dalla massiccia partecipazione al meeting organizzato nella mattinata di sabato 8 marzo dal Comitato per l’Ospedale e da numerose associazioni locali, tra cui Avis, Aido, Fevoss, Diabetici, Grida, Pensionati, Piccola Fraternità, Coop. La Scintilla, Centro Noi e Gruppo Alpini. L’evento ha riunito centinaia di cittadini per discutere la situazione attuale della sanità sul territorio e le problematiche derivanti dalla progressiva riduzione dei servizi sanitari.

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La presidente del Comitato per l’Ospedale, Giovanna Zarantonello, ha ribadito l’impegno dell’associazione nel contrastare i tagli ai servizi sanitari: «Ci opponiamo alla chiusura dei reparti e alla riduzione dei servizi essenziali. È inaccettabile che i cittadini vedano limitare il loro diritto alla salute per scelte politiche poco lungimiranti».

Un’analisi dettagliata della situazione è stata fornita da Maddalena Salgarelli, vicepresidente del Comitato, che ha ripercorso la storia dell’ospedale dal 2018 a oggi.

«Nonostante le promesse dell’Ulss 9 Scaligera, nulla è stato fatto per migliorare i servizi. Anzi, abbiamo assistito alla progressiva eliminazione di ambulatori specialistici come medicina, ortopedia, cardiologia e chirurgia. Anche il punto Avis per la donazione di sangue è stato ridotto a una sola giornata al mese».

Presidio Ospedale Isola della Scala 8.03.2025

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La ristrutturazione in corso, che dovrebbe concludersi nel 2026, prevede la creazione di un ospedale di comunità con 24 posti letto, ma rimangono incerti i dettagli sui servizi ambulatoriali e diagnostici.

Anna Maria Bigon, vicepresidente della Quinta Commissione Sanità e Sociale della Regione Veneto, ha affrontato il tema delle criticità sanitarie regionali, sottolineando il problema della carenza di medici di base e la conseguente congestione dei pronto soccorso.

«Nel 2023, in Veneto, il 60% degli accessi ai pronto soccorso riguardava codici bianchi, casi che avrebbero potuto essere gestiti dai medici di famiglia, se solo fossero stati disponibili».

A chiudere l’incontro, la segretaria del Comitato, Claudia Tinto, ha annunciato l’invio di una lettera ufficiale alla Regione Veneto, all’Ulss 9 e ai sindaci dei cinque Comuni coinvolti per sollecitare interventi concreti e garantire il diritto alla salute per tutti i cittadini.

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