IRCCS di Negrar: inaugurati i nuovi robot e il Pronto Soccorso ampliato
Redazione
Doppia inaugurazione questo pomeriggio all’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria. A tagliare il nastro il Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, per la prima volta come Governatore all’Ospedale di Negrar.
La hall della struttura si è trasformata per poche ore in una “sala operatoria” dove sono stati collocati i robot chirurgici da Vinci 5 e da Vinci single port, i più avanzati sistemi robotici per la chirurgia mini-invasiva. Accanto ad essi, il broncoscopio robotico ION, l’ultima frontiera per la diagnosi precoce del tumore del polmone, in particolare di quelle neoplasie difficilmente raggiungibili dai sistemi di biopsia tradizionale. L’inaugurazione ha riguardato anche i lavori di ampliamento e restyling del Pronto Soccorso, che sono stati illustrati attraverso un video.
Alla cerimonia erano presenti oltre ai vertici dell’Ospedale, il Prefetto di Verona, Demetrio Martino, il sindaco di Negrar, Fausto Rossignoli, il Comandante provinciale dei Carabinieri, Claudio Papagno, quello della Guardia di Finanza, Italo Savarese e la direttrice generale dell’Ulss 9 Scaligera, Patrizia Benini. Ha impartito la benedizione inaugurale il vescovo di Verona, mons. Domenico Pompili. Era presente anche il Superiore Generale dell’Opera Don Calabria, don Massimiliano Parrella.
«Sono felice di essere qui a Negrar, in un Centro di eccellenza riconosciuto dai cittadini del Veneto e di altre regioni – ha detto il presidente Stefani -. Un Ospedale riconosciuto non solo per i dati della sua attività, ma da un comune sentire da parte della popolazione che è importante ascoltare per chi amministra una Regione. Questa è una struttura capace di affrontare le esigenze sanitarie del nostro territorio, è un presidio ospedaliero e rappresenta, insieme ad altre realtà, un punto di forza sistema sanitario veneto. Il nostro impegno, sin dall’inizio della legislatura, mira a potenziare il rapporto tra ospedali e territorio, a portare le cure e l’assistenza sempre più vicine alla persona, ai suoi bisogni e a quelli dei suoi familiari. Puntando anche sulle nuove tecnologie, come nel caso di questi robot chirurgici e diagnostici».
«L’inaugurazione di oggi riguarda la nuova dotazione robotica (chirurgica e diagnostica) e l’ampliamento e il restyling del Pronto Soccorso – ha detto l’Amministratore Delegato, Claudio Cracco -. Due interventi che sono coerenti nel rispondere alle esigenze sanitarie vitali (patologia oncologica e urgenze), confermano l’impegno di questo ospedale a favore dei cittadini del territorio e contribuiscono alla riconosciuta qualità della sanità veneta, di cui l’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria è parte integrante».
La robotica nelle sale operatorie del Sacro Cuore Don Calabria è entrata nel 2014 con il da Vinci Xi. Nel 2025 un ulteriore salto di qualità con l’arrivo delle nuove tecnologie come il da Vinci 5, il quale attraverso i sensori collegati sulla punta degli strumenti, permette al chirurgo di calibrare la forza sui tessuti, salvaguardando le strutture più delicate. La mini-invasività è espressa ulteriormente dal robot da Vinci single port, che consente di intervenire attraverso una sola micro-incisione, contro le 5-6 degli altri sistemi robotici.
«Le caratteristiche tecnologiche di queste piattaforme, facilitando il lavoro del chirurgo, lo rende più sicuro – ha sottolineato Cracco -. Questo ha una ricaduta immediata sul paziente in termini di minor dolore e minor rischio di complicanze post operatorie, ridotti giorni di degenza e una ripresa più rapida».
Nelle scorse settimane grazie all’utilizzo “combinato” del broncoscopio robotico ION e del robot chirurgico da Vinci 5, sono state effettuate la diagnosi e l’asportazione di un tumore del polmone in sole 4 ore e con una sola anestesia. «Senza il broncoscopio robotico il percorso tradizionale prevedrebbe il monitoraggio del nodulo polmonare attraverso ripetuti esami radiologici per verificarne l’evoluzione nel tempo. Una procedura che inevitabilmente sottrae tempo prezioso all’intervento terapeutico, quando sappiamo che la diagnosi precoce unita all’accesso rapido alla chirurgia porta alla guarigione nel 90% dei casi, anche per un cancro, come quello del polmone, che rappresenta ancora la prima causa di morte per tumore».
I lavori del Pronto Soccorso hanno riguardato l’ampliamento e il miglioramento del Servizio che negli ultimi anni ha registrato un progressivo aumento degli accessi, sfiorando i 60mila e ponendosi come la seconda struttura per numero di ingressi di Verona e provincia.
«Il progressivo aumento degli accessi ha reso necessario un intervento strutturale tempestivo che ha portato, tra le altre cose, alla creazione di altri quattro posti di Osservazione Breve Intensiva, oltre ai 6 già esistenti, e un’area open space con 9 posti letto per pazienti barellati, anch’essi tutti monitorati – ha spiegato il primario, dottor Flavio Stefanini -. Inoltre sono state raddoppiate da 1 a 2 le postazioni della sala di emergenza intensiva». A fronte dei circa 9mila pazienti del Pronto Soccorso che ogni anno vengono sottoposti a Tac in Radiologia, è stato collocato in Ps un tomografo dedicato, al fine di ottimizzare le tempistiche soprattutto per i pazienti colpiti da patologie tempo-dipendenti, come l’ictus. «Oggi disponiamo di ambienti più funzionali per il lavoro degli operatori e più accoglienti per i pazienti, a cominciare dalla sala di attesa le cui dimensioni sono state raddoppiate».
«Il Pronto Soccorso serve un territorio molto vasto – ha concluso Cracco – Circa il 60% dei pazienti che si rivolgono a noi non è residente nelle zone di competenza assegnate a Negrar dal 118. Inoltre fa parte della Rete IMA (Infarto Miocardico Acuto), della rete neurologica (stroke) ed è Centro trauma di zona. Secondo il report Agenas, il 97% degli accessi si risolve (in ricovero o in dimissione) entro le 8 ore. Questo dato è un indicatore importante di efficienza non solo per quanto riguarda il Pronto Soccorso, ma anche per l’intera organizzazione dell’ospedale, perché rileva un’ottima sinergia tra il PS e tutti i reparti, Quest’ultimi coinvolti per quanto riguarda consulenze specialistiche, ulteriori accertamenti e, quando è necessario, ricovero del paziente».
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