Il comune di Grezzana entra nell’ATS
Redazione
Il consiglio comunale ha approvato, all’unanimità, la convenzione di adesione alla costituzione degli ATS Ambito Territoriale Sociale, previsti dalla legge regionale del 4 aprile 2024, relativa all’“assetto organizzativo degli interventi e dei servizi sociali”. L’istituzione ed il riconoscimento degli Ambiti territoriali sociali (ATS), nuove associazioni/società che diventeranno fulcro di programmazione, pianificazione, coordinamento e gestione delle funzioni socio-assistenziali dei vari comuni, diventeranno anche punto di riferimento per la realizzazione dei LEPS, acronimo di “Livelli essenziali delle prestazioni sociali”, costituiti dal “complesso degli interventi che lo Stato dovrebbe assicurare, con carattere di universalità su tutto il territorio nazionale, per garantire qualità di vita, pari opportunità, prevenzione, eliminazione o riduzione di condizioni di svantaggio e di vulnerabilità”.
L’ATS VEN_26 – Verona, raggruppa il Distretto 1, ovvero i comuni di Verona, Buttapietra, Castel d’Azzano, San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo, Grezzana, Cerro Veronese, Bosco Chiesanuova, Erbezzo e Roverè Veronese.
La convenzione approvata ha una durata minima di tre anni, con possibilità di rinnovo di tre anni in tre anni. I comuni, in questo modo, esternalizzano una delle più importanti loro attività, quella socio sanitaria.
Ha spiegato l’assessore ai servizi sociali Guido Lonardoni: «È praticamente un atto obbligato, verso la costituzione di queste strutture, che serviranno a cercare finanziamenti nazionali, internazionali e regionali per la gestione di tutte le attività sociali». Mentre la richiesta di Nereo Bertaso consigliere di opposizione è stata di ordine pratico: «Operativamente ci sarà uno sportello nel comune di Grezzana, che faciliterà le operazioni o i richiedenti dovremo andare in Via del Capitel? Sarebbe molto più giusto uno sportello qui sul territorio, soprattutto per gli anziani o per chi ha problemi ad allontanarsi da casa». Ha risposto l’assessore Lonardoni «sostanzialmente gli uffici potranno rimanere, in quanto il nostro è un comune capoluogo. Noi ci siamo fermati, abbiamo valutato che la situazione migliore era quella di mantenere la gestione sul territorio il più possibile, poi valuteremo la gestione che, per i prossimi due o tre anni, sarà in questi termini».
Speriamo che l’operativa del sociale rimanga in loco, sia per la competenza e la conoscenza del territorio del personale dei servizi sociali, sia perché quando si ha bisogno già è difficile chiedere, se poi diventa complicato anche dal punto di vista logistico, è facile rinunciare.
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