Grezzana turistica? Un progetto tutto da costruire
di Alessandra Scolari
«Grezzana cerca una sua identità turistica, un modello innovativo per questo comune». Già, una vocazione, quella turistica, che Grezzana nella sua secolare storia non ha mai avuto, o nessun studioso o storico ha tracciato mai questo profilo.
Ovviamente per innovare un territorio occorrono importanti investimenti, in quanto oggi Grezzana pare non abbia molto da offrire ai potenziali vacanzieri. A partire dall’inizio del paese: è da sistemare il bordo della frequentatissima pista ciclopedonale (Marzana-Grezzana), va quantomeno adeguato a quello di Verona; Piazza Carlo Ederle, in cui si trova la copia dei reperti archeologici: nessuno si ferma a leggere la descrizione del sito, che è diventato (molto spesso) lo scivolo per i giochi dei bambini, mentre le mamme sostano per un caffè. Riparo Tagliente di Stallavena, famoso dagli esperti di tutta Europa, si trova su terreno privato ed è inagibile: da anni è in attesa di adeguati interventi per poter essere visitato; il sito archeologico Campagne di Lugo, ormai è del tutto scomparso. Il “Mulino di Bellori” è visitabile con guida solo l’ultima domenica del mese.
Le numerose ville? Sono tutte private e aperte al pubblico solo in occasione di eventi (convegni, matrimoni ed altro). Nelle chiese gli affreschi e le grandi tele non sono illustrati per i visitatori.
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Resta un bellissimo Parco Europa, ma è sufficienti a turisti sempre più esigenti? Le 18mila presenze di turisti dello scorso anno, indicate dal comune, in ogni caso sono pernottamenti legati a fiere, congressi o a studio e lavoro della vicina città. A Grezzana non mancano gli eventi, difficilmente però sono frequentati dai vacanzieri, che fanno riferimento a quelli della vicina Verona.
Si vuole comunque proseguire nel tentativo di promuovere “Grezzana turistica”? Ebbene, c’è moltissimo lavoro da fare, affinché il progetto diventi sostenibile e attrattivo.
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