Grezzana può davvero diventare turistica?

di Alessandra Scolari

| 22/02/2026
«Occorrono scelte importanti e di certo non facili». Una riflessione sul futuro del tessuto economico del «cuore della Valpantena».

Grezzana vuole davvero cambiare di nuovo casacca, mettendo quella turistica? Ne ha le caratteristiche? Nel giro di una quindicina di lustri il comune di Grezzana è passato da realtà tipicamente contadina a zona industriale, con il “Miracolo Economico”, per citarla alla Eugenio Turri (1927-2005) concittadino geografo e scrittore, a zona “post-industriale”, causata dalla crisi economica del 2003 e 2008, nonché dal cambio generazionale dei proprietari delle aziende del lapideo.

Il comune a marzo 2022 ha aderito alla “Destination Verona & Garda Foundation” (delibera di Giunta n. 41), con un accordo quinquennale per le attività di “promozione, informazione e commercializzazione delle risorse turistiche della provincia di Verona”. Accordo che prevede il versamento di una quota annuale (Euro 684,18 quella del 2026).

Testimone di questi passaggi piazza Carlo Ederle – nel passato famosa Agorà, luogo per eccellenza di incontro e di dibattito – ruolo che in questi ultimi decenni ha perso.

LEGGI E GUARDA: Quante ciclabili a Verona? Il quadro dei nuovi cantieri

Oggi, a mio avviso, per ritornare a ridarle questo significativo ruolo occorrono scelte importanti e di certo non facili. Anzitutto bisognerebbe valorizzare i negozi di vicinato, agevolandoli anche attraverso la riduzione delle tasse comunali, se necessario. I “negozi di vicinato” nella storia dei paesi e frazioni di modesta dimensione, hanno svolto sempre dei servizi che andavano oltre i prodotti offerti: erano veri punti di socializzazione.

Per raggiungere l’obiettivo di tornare a far rivivere il centro storico di Grezzana 365 giorni l’anno, non basta riempirlo di mercati e mercatini. Anzi un vecchio detto contadino racconta “Ogni albero fa la sua ombra”, come dire tutti sono lì per vendere. Bisognerebbe invece riportare molti servizi intorno alla “piazza” e promuovere la cultura dell’economia circolare, di cui i principali protagonisti ritornerebbero ad essere i “negozi di vicinato”, che se incentivati, potrebbero aumentare.

Sono aumentati bar, B&B e agriturismo? Certamente, ma la maggior parte accolgono persone che frequentano le Fiere, gli eventi veronesi, ragazzi dell’Università o sono in città per lavoro. Quindi è azzardato, a mio avvio, chiamare tutto questo turismo.

Grezzana va valorizzata per quello che è sempre stata il “cuore della Valpantena” e non la periferia della città o della Lessinia. Non può quindi identificarsi né con la Valpolicella – aperta al Nord Europa – né al Lago di Garda. Solo prendendo coscienza delle proprie risorse – delle molte attività ludico, sportive e culturali che operano sul territorio grazie ai volontari – forse e sottolineo forse, si potrebbe recuperare quello spirito di appartenenza alla propria comunità, che per secoli ha caratterizzato Grezzana e che oggi sembra scomparso.

LEGGI ANCHE: Ospedale Borgo Trento, sportello unico per accettazione, ticket e prenotazioni

Le notizie del giorno, ogni sera, gratis, come vuoi. Clicca qui 👇

Condividi ora!