Grezzana avvia la riclassificazione dei manufatti incongrui per ottenere crediti edilizi

di Alessandra Scolari

| 01/04/2025
I proprietari avranno tempo fino al 27 maggio per segnalare edifici abbandonati da demolire. Obiettivo: rigenerare il territorio e azzerare il consumo di suolo entro il 2050.

Anche il comune di Grezzana ha avviato l’iter per la riclassificazione dei “manufatti incongrui” in conformità della Legge Regionale 4 aprile 2019, n. 14 “Veneto 2050”, ovvero edifici o terreni  abbandonati, da demolire ai fini di ottenere crediti edilizi da “rinaturalizzazione”. 

L’intento di questa legge va nella direzione di rigenerare il territorio e di contenere il consumo del suolo; valorizzando il paesaggio mira inoltre alla sostenibilità e all’efficienza ambientale. In sostanza si va verso una riclassificazione urbana del territorio. Le richieste degli interessanti – avranno tempo fino al 27 maggio 2025 per presentarle – verranno esaminate dai tecnici e se i manufatti (abitazioni o capannoni abbandonati) saranno ritenuti davvero “incongrui”, faranno parte di un’apposita variante al Piano degli Interventi, poi potranno essere abbattuti e i proprietari riceveranno in cambio “crediti edilizi da rinaturalizzazione”. 

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Il “Credito Edilizio” istituito con Legge Regionale 11/2004 pare che, anche a livello nazionale, sia poco utilizzato, con la “riclassificazione dei manufatti incongrui” potrebbe essere rivalorizzato. 

La volontà della Regione Veneto pare sia appunto quella di fare pulizia nel territorio, recuperando volumetria per costruire, qualora necessario, in territori idonei, tenuto conto che entro il 2050 si dovrebbe arrivare all’azzeramento del consumo del suolo. 

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La richiesta dovrà essere effettuata dal proprietario, che dovrà indicare nell’apposito modulo (allegato all’avviso) se trattasi di edificio o di terreno, il foglio, il mappale e gli eventuali comproprietari, e dovrà essere indirizzata all’Ufficio Urbanistica e presentata all’Ufficio Protocollo – Piazzetta Milite Ignoto 1, 37023 Grezzana VR. 

Nel sottoscrivere la domanda il proprietario prende atto che la stessa “non vincolerà in alcun modo l’Amministrazione al riconoscimento del fabbricato denunciato  quale manufatto incongruo e al conseguente riconoscimento del credito edilizio da rinaturalizzazione”, che resta alla valutazione esclusiva dell’Amministrazione. 

L’auspicio che questa procedura consenta almeno un censimento aggiornato di casolari e fabbricati industriali dismessi presenti sul territorio comunale. 

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