Grezzana aderisce alla “Strada del Vino Valpolicella” per promuovere il territorio
di Alessandra Scolari
La Giunta comunale di Grezzana, il 17 febbraio scorso, ha deliberato di «attivare le progettualità relative alla promozione turistica del territorio» attraverso l’Associazione “Strada del Vino Valpolicella”, con sede a San Pietro in Cariano, nell’ambio del Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella. Ciò nell’intento di creare nuove «collaborazioni per la promozione turistica, inserendosi in circuiti di promozione e valorizzazione del territorio dal punto di vista paesaggistico e dei prodotti tipici». Sempre tenendo conto che «Grezzana è un’area a forte vocazione vinicola con pertinenze produttive vinicole nella Valpolicella allargata».
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L’iscrizione alla predetta associazione per l’anno 2025, in qualità di socio sostenitore, comporta una spesa per il comune di 500 euro.
Ricordiamo che a fine Ottocento, per essere precisi nel 1871, a Quinto di Valpantena nacque la prima Società Enologica Veronese, il cui scopo era «la fabbricazione dei vini da pasto comuni e superiori, nonché quello di offrire costantemente al commercio quantità considerevoli di vini della stessa qualità, oltre a provvedere all’invecchiamento degli stessi vini per procurare al commercio vinicolo sbocchi all’estero». Interessante scoprire che fin da allora sia i vitigni, che le uve venivano costantemente lavorati, seguendo regole specifiche, per poter poi essere consegnate a queste società per la trasformazione in vino.
Tra gli amministratori della suddetta Società Enologica Veronese, vi era anche Gaetano Bertani che assieme al fratello Giovanni Battista, nel 1857, fondò la “Cantina Bertani di Grezzana”, i cui vini pregiati ben presto cominciarono ad essere imbottigliati (furono tra i primi in Italia ad imbottigliare), per esportare in Europa e in America. Non fu un caso se, nel 1889, l’Accademia di Scienze e Agricoltura di Verona conferì alla Cantina Bertani la medaglia d’oro «per i grandi e generali vantaggi che presentano i loro vigneti in Valpantena e la fabbricazione e commercio del vino», questa la mltivazione.
Purtroppo parecchi di quei vigneti negli anni del “Boom economico”, vennero sacrificati dall’urbanizzazione della Valpantena, specie sul versante Ovest. Oggi sembra ci sia un ritorno all’lmpianto di nuovi vigneti e alla valorizzazione di quelli esistenti.
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