Gastaldello: «Innovazione, inclusione e sostenibilità: questa è San Giovanni Lupatoto»
Redazione
Attilio Gastaldello, sindaco di San Giovanni Lupatoto, guida da nove anni una comunità in continuo fermento, tra opere pubbliche, sostenibilità e innovazione. Una visione che lo porta tra i candidati al 15° Premio Verona Network, che premierà le realtà più distintive del 2025.
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Sindaco, tre parole per descrivere San Giovanni Lupatoto?
Direi sostenibilità, innovazione e inclusione. Sono parole che vanno di moda, ma per noi hanno contenuti reali.
Qual è il luogo del cuore del paese?
Il parco all’Adige. È meraviglioso, frequentato da residenti e da tutta la provincia. Ma anche la piazza ha sviluppato iniziative che ormai conoscono tutti.
Di opere in corso ne avete tante. Ce n’è una che le ha fatto perdere il sonno?
Più di una! Le nuove piscine sono la più impegnativa, ma stiamo seguendo 20 cantieri contemporaneamente: cimiteri, strade, scuole, fotovoltaico su sette edifici. È un record, ma la soddisfazione è enorme. Tutto va fatto rispettando le scadenze del PNRR, pena la perdita dei finanziamenti.
Il suo è un doppio mandato da record…
Non era mai successo che un sindaco fosse eletto al primo turno per due mandati consecutivi. Abbiamo superato i nove anni: dagli anni ’60 non accadeva. Forse i cittadini ci perdonano qualche errore perché vedono l’impegno e l’ascolto quotidiano.
Ad aprile è arrivato un accordo storico col Comune di Zevio sul polo logistico di Campagnola. Cosa rappresenta?
All’inizio è stato uno scontro duro, che ci ha portato in tribunale. Poi, dopo aver vinto in primo grado, si è aperto un dialogo con Zevio e i privati. Abbiamo trovato compensazioni ambientali importanti: sette impianti fotovoltaici e la possibilità di costituire una delle migliori comunità energetiche rinnovabili d’Italia. È un lieto fine che potrebbe diventare un modello per altri territori.
Sostenibilità e innovazione restano parole chiave?
Assolutamente sì. Pensiamo a piscine passive con fotovoltaico e geotermia, ciclabili e interventi per uno sviluppo che non impatti sull’ambiente ma crei valore per la comunità.
Un messaggio finale?
Il compromesso vero, quello che nasce dal dialogo e porta benefici a tutti, è la strada giusta per costruire territori più sostenibili.
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