Comunità montane, la Regione incontra gli amministratori della Lessinia

Novità in arrivo per le comunità montane. Ne ha discusso ieri, giovedì 8 novembre, il vicepresidente del Veneto Gianluca Forcolin, che ha incontrato a Grezzana i sindaci e gli amministratori della Comunità montana della Lessinia. Al centro il disegno di legge in materia di enti locali già approvato in giunta e trasmesso ora al consiglio regionale. “Il…

Novità in arrivo per le comunità montane. Ne ha discusso ieri, giovedì 8 novembre, il vicepresidente del Veneto Gianluca Forcolin, che ha incontrato a Grezzana i sindaci e gli amministratori della Comunità montana della Lessinia. Al centro il disegno di legge in materia di enti locali già approvato in giunta e trasmesso ora al consiglio regionale.

“Il testo proposto – ha affermato Forcolin – presenta importanti innovazioni per le comunità montane, trasformate in unioni montane, prevedendo il mantenimento delle unioni che funzionano e hanno una loro efficacia. Il provvedimento prevede che, dopo 90 giorni dall’adozione del disegno di legge in consiglio, se non dovesse esserci la trasformazione in unioni montane, le comunità saranno sciolte con atto del presidente della giunta regionale”.

La Comunità montana della Lessinia, commissariata, comprende 18 comuni e un territorio che coinvolge diverse vallate. Molti di questi comuni fanno parte anche del Parco naturale della Lessinia, ente che come gli altri parchi regionali è stato oggetto recentemente di riforma degli organi di gestione.

“Il risultato che ci attendiamo dall’approvazione di tutti questi provvedimenti – ha sottolineato Forcolin – è anche quello di porre fine ad una situazione di promiscuità delle competenze, e quindi anche delle risorse economiche ed umane, fra parco e comunità montana nella gestione del territorio, facendo finalmente chiarezza”.

Forcolin ha ribadito la disponibilità della Regione ad ascoltare il territorio, in modo da procedere in un clima di condivisione. “Il testo del disegno di legge sul riordino territoriale– ha aggiunto – non se lo è inventato la Regione dal giorno alla notte, ma è invece frutto della collaborazione e del confronto con l’Anci, Associazione nazionale comuni italiani, con l’Unione province d’Italia e, per quanto riguarda le Comunità Montane, con Uncem (Unione nazionale comuni, comunità ed enti montani). Il senso è di rendere operativi gli strumenti e soprattutto spendere bene le risorse messe a disposizione delle comunità montane. Non possiamo più permetterci di finanziare dei carrozzoni che non funzionano”.

Al termine del confronto con i sindaci è stato concordato di ritrovarsi a ridosso delle festività natalizie per una valutazione del disegno di legge di riordino territoriale, prima dell’approvazione in consiglio regionale.

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