Coltivazione: crollo del mais e largo alla soia
Era il raccolto più importante del nostro territorio e della pianura padana, eppure adesso vale talmente poco che, in dieci anni, le superfici coltivate a mais sono diminuite del 50%. Una crisi che ha colpito l’Italia, ma anche il veronese, dove invece stanno aumentando le semine per frumento tenero e soia.
Costi di produzione aumentati e prezzi crollati fino ad arrivare a soli 100 euro per tonnellata. Questi sono i dati preoccupanti sulla coltura di mais in Italia. E nonostante il cereale rimanga la prima coltivazione cerealicola per quantità, la sua produzione è stata dimezzata nel corso di dieci anni. È la realtà di una grave crisi i cui dati sono emersi nel tavolo nazionale di filiera dei cereali di Confagricoltura.
Non solo l’Italia, ma anche il territorio veronese ha risentito della crisi, e dei cambiamenti climatici repentini, con un calo del 50% negli ultimi dieci anni. Addirittura Verona è retrocessa al quarto posto con 28.500 ettari di coltura, dietro a Padova (36.400 ettari), Rovigo (34.600) e Venezia (30.700).
Le previsioni di semina per il 2018 non portano buone notizie ed evidenziano un nuovo calo dell’1,7% della superficie a mais e del 4,5% delle superfici a riso. Previsto invece un aumento rispetto ai raccolti 2017 per il frumento tenero e delle superfici a grano duro. Spazio anche alla soia, protagonista di un incremento del 12% delle coltivazioni nel veronese, che richiede minori impegni finanziari e che ripaga con 35 quintali ad ettaro e una quotazione di 380 euro a tonnellata.
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