Cloruro di vinile nella falda di Cologna Veneta, Scalzotto: «Situazione da non sottovalutare»
Redazione
Dopo l’emergenza Pfas, un nuovo elemento di preoccupazione ambientale coinvolge l’Est Veronese e Cologna Veneta: la presenza di cloruro di vinile, sostanza classificata come cancerogena certa per l’uomo, è stata rilevata in uno dei pozzi piezometrici installati da Arpav per il monitoraggio delle acque sotterranee.
L’inquinante è stato individuato nell’ambito dei controlli avviati dalla Regione attraverso Arpav, che nell’autunno 2023 ha posizionato una quarantina di pozzi in diversi Comuni per monitorare sia le sostanze perfluoroalchiliche sia i cosiddetti “contaminanti emergenti”. A Cologna Veneta sono presenti quattro pozzi su suolo pubblico, oltre ad alcuni privati.
«Direi che è una cosa sulla quale stiamo prestando la massima attenzione nell’ambito dei monitoraggi messi in campo dalla Regione attraverso Arpav per vedere l’impatto dei Pfas – ha spiegato ai nostri microfoni il sindaco Manuel Scalzotto -. Nel nostro Comune ci sono quattro pozzi situati su suolo pubblico, dei quali riceviamo collaborazione e conferma dei valori, più alcuni privati».
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Il dato più rilevante riguarda uno dei tre pozzi collocati nei giardini pubblici, posizionati a diverse profondità per consentire prelievi differenziati. «È stato individuato proprio nei giardini pubblici, in uno dei tre pozzi a diversi livelli per prelevare le misurazioni, e si è riscontrata nell’ultimo anno la presenza di cloruro di vinile, questa sostanza che è cancerogena e che ha segnalato forti quantitativi».
Il sindaco invita alla prudenza ma anche alla responsabilità. «Non c’è nulla da mettere in pregiudizio, da fare un’ordinanza di evacuazione e quant’altro, ma sicuramente è una situazione da non sottovalutare. Con Arpav abbiamo predisposto un pacchetto di ulteriori controlli in tutto il territorio».
L’aspetto che rende il quadro ancora più complesso è che la contaminazione, al momento, risulta circoscritta a un solo punto di rilevazione. «La cosa è abbastanza strana perché su quattro pozzi è stato rilevato solo in uno. Dobbiamo capire se si tratta di qualche azienda che magari riversa, cosa che per noi sarebbe una ferita aperta e importante, oppure se può essere qualche elemento di vecchie produzioni che stagnavano da qualche parte e che magari, nei momenti di pioggia, sono rientrati in circolo. Stiamo controllando con grande attenzione e scrupolo».
Dal Comune viene ribadito che la falda interessata non ricarica l’acquedotto, dunque l’acqua potabile resta sicura e conforme ai limiti di legge, che per il cloruro di vinile fissano una soglia massima di 0,5 microgrammi per litro. Tuttavia, l’amministrazione assicura che i monitoraggi proseguiranno per individuare l’origine della contaminazione e prevenire eventuali rischi futuri, in un territorio già segnato dall’emergenza Pfas.
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