Brizzi: «Il mio luogo simbolo di Bussolengo? La piazza»
Redazione
In vista del 15° Premio Verona Network, che si terrà il 17 luglio a Bosco Chiesanuova, abbiamo incontrato Roberto Brizzi, sindaco di Bussolengo, per parlare di comunità, progetti e visione del futuro. Un’intervista ricca di spunti, tra aneddoti istituzionali e personali, che restituisce il ritratto di un’amministrazione dinamica e radicata nel territorio.
Guarda l’intervista
Cominciamo da una curiosità: come inizia la giornata di un sindaco?
«Io sono in pensione da poco, ma il paradosso è che sono meno a casa di prima. Non arrivo in ufficio prestissimo, intorno alle 8.30 o 9, ma spesso resto fino alle 8 di sera. Quando tutti vanno via, riesco finalmente a fare le telefonate e rispondere ai messaggi. Sono spesso l’ultimo a chiudere la porta».
Riesci comunque a ritagliarti momenti per la famiglia?
«Sì, ho imparato a prendermi dei giorni in cui non prendo appuntamenti, salvo casi eccezionali. Li dedico interamente alla famiglia: è fondamentale».
Qual è il luogo simbolo di Bussolengo secondo te?
«La piazza, senza dubbio. È il cuore del paese, un vero punto di ritrovo. Non tutti i comuni hanno una piazza così, con municipio, fontana, bar… un luogo vivo, molto bello».
Quest’anno avete celebrato un importante anniversario di gemellaggio, giusto?
«Sì, 40 anni di gemellaggio con Niederolm, una cittadina tedesca. Sono arrivati quasi 100 ospiti con due pullman. È stato un momento intenso, ma molto sentito. Si è mantenuto lo spirito originario: un legame affettuoso, nato in tempi in cui non c’erano Google Maps o l’inglese diffuso. Una volta si veniva ospitati nelle case, era un vero scambio culturale. Dopo 40 anni, molti di quelli che si incontravano allora oggi non possono più viaggiare, e questi momenti diventano ancora più preziosi».
Bussolengo è stato tra i primi comuni a seguire l’esempio del gemellaggio provinciale, giusto?
«Esatto. La provincia di Verona è gemellata con quella di Magonza da oltre settant’anni, il gemellaggio più vecchio d’Europa. Dopo qualche decennio, i comuni hanno iniziato a gemellarsi tra loro, e noi siamo stati tra i primi. Quest’anno siamo stati anche al loro Carnevale: completamente diverso dal nostro, ma molto bello».
A proposito di collaborazioni, c’è anche una novità con Pescantina…
«Sì, un tempo tra i due paesi c’era una rivalità leggendaria – si diceva che ci si lanciassero i sassi! Ora invece lavoriamo insieme. Quest’anno per la prima volta la mostra delle pesche sarà unica, sul ponte che collega Bussolengo a Pescantina. È un segnale importante: bisogna fare sinergia, nel mondo agricolo, culturale, imprenditoriale. O ti unisci, o resti indietro. Il sogno è un cartellone unico per le due comunità».
Che bilancio possiamo fare di Bussolengo oggi?
«È un paese che funziona. Lo dicono anche quelli che ci vengono da fuori: tante iniziative, tutti i servizi. Abbiamo ospedale, pronto soccorso, scuole superiori, un asilo nido comunale unico in provincia – esclusa Verona – gestito direttamente dal Comune. Abbiamo impianti sportivi invidiabili. Certo, i finanziamenti calano e le spese aumentano, ma cerchiamo di non tagliare i servizi essenziali. Togliamo il superfluo, ma ormai anche quello è già stato tolto».
Quali sono le priorità per i prossimi anni?
«Completare gli interventi sulla viabilità: manca solo un’ultima rotonda. Abbiamo già notato un calo di incidenti e infrazioni. E poi sogno un grande parco collegato ai campi sportivi, un’area verde dove le famiglie possano passeggiare o mangiare un gelato senza dover andare fino al lago. A San Vito abbiamo già sperimentato qualcosa di simile e funziona molto bene».
Grazie Roberto, ti aspettiamo a Bosco Chiesanuova!
«Grazie a voi, ci sarò sicuramente!»
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