Bloccata la discarica di Sorgà, la sindaca Bedoni: «Difesa della salute pubblica»
Pubblicata ieri la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Veneto relativa a una serie di ricorsi amministrativi legati al progetto di realizzazione di una discarica di car fluff (rifiuti speciali non pericolosi, residuo della rottamazione delle auto) nel Comune di Sorgà, in località De Morta di Pontepossero. Il progetto è stato promosso dalla società Rottami Metalli Italia S.p.A. (RMI) e autorizzato dalla Regione Veneto tramite un provvedimento autorizzativo unico regionale (PAUR).
Il progetto prevede la realizzazione di una discarica con due bacini impermeabilizzati per contenere circa 950mila metri cubi di rifiuti derivanti dal trattamento di rottami metallici e autoveicoli, a cui si sono opposti Comune di Sorgà, Provincia di Mantova e alcuni comuni mantovani limitrofi.
Fra i vari ricorsi presentati, il TAR ha accolto la parte che riguarda la mancata verifica della distanza minima del fondo della discarica dal livello di massima escursione della falda.
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Soddisfatta la sindaca di Sorgà Paola Bedoni: «Con tale provvedimento il Tribunale Amministrativo Regionale annulla di fatto l’autorizzazione VIA (Valutazione di impatto ambientale) e il PAUR (Provvedimento Unico Autorizzativo Regionale) con la conseguente impossibilità di dar seguito ai lavori di realizzazione della discarica».
Non è detta però l’ultima parola. Aggiunge la sindaca Bedoni: «Pur consapevoli che la sentenza è suscettibile di impugnazione al Consiglio di Stato da parte della Ditta RMI/RMB o di rinnovazione della procedura autorizzativa alla Regione Veneto con un’istruttoria adeguata sul piano idrogeologico ovvero con il deposito di una nuova progettazione, l’Amministrazione di Sorgà con questa sentenza vede confermate le proprie ragioni a difesa della salute pubblica e del proprio territorio».
Bedoni riconosce il lavoro di squadra fatto negli scorsi anni: «Ringraziamo la precedente Amministrazione rappresentata dal Sindaco Nuvolari Christian, la Provincia di Mantova ed i colleghi dei Comuni Mantovani per il sostegno politico ed amministrativo che di concerto con le rispettive strutture tecnico-legali hanno consentito l’auspicato e brillante risultato».
Il TAR del Veneto ha inoltre condannato Regione Veneto e società proponente a pagare le spese legali.
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