ATS Est Veronese, i sindacati dei pensionati: «L’ente deve restare pubblico»

Redazione

| 20/11/2025
Spi, Fnp e Uilp sostengono la protesta degli operatori contro la scelta di un modello “economico” per la gestione dei servizi sociali. «Pubblico è cura, privato è profitto», avvertono le sigle.

Anche i sindacati dei pensionati esprimono solidarietà contro la forma giuridica di tipo “economico” scelta per l’ente che dovrà gestire i servizi sociali nell’Est Veronese. In seguito allo sciopero di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl Verona di lunedì, Spi Cgil Verona, Fnp Cisl Verona e Uilp Uil Verona commentano: «Come sindacati dei pensionati veronesi desideriamo esprimere tutta la nostra solidarietà e sostegno alla lotta delle assistenti sociali, degli operatori e delle operatrici socio sanitarie, del personale amministrativo operante nei servizi sociali dell’ATS Ven-27-Est Veronese che si battono per una inquadramento giuridico dell’ente di tipo pubblicistico che consente di stare collegati al circuito dei servizi sociali territoriali pubblici e non essere confinati contrattualmente e professionalmente in un ambito di tipo privatistico».

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«Questa non è una vertenza settoriale – proseguono le sigle sindacali – perché dal rilancio dei servizi sociali pubblici dipende la qualità della cure che l’Ats è in grado di fornire a tante anziane e tanti anziani che sono utenti e pazienti dei servizi sociali comunali. Lo scandimento del lavoro di assistenti sociali e operatori socio sanitari si trasforma immediatamente in scadimento del valore e della qualità dell’assistenza». 

«È davvero un brutto segnale che nell’Est Veronese l’esordio dei nuovi Ats, unità organizzative che dovrebbero contribuire al rilancio su scala più vasta dei servizi sociali comunali, ad oggi frantumati in un insensato particolarismo, avvenga nel segno della totale mancanza di dialogo con le lavoratrici e i lavoratori e con le organizzazioni sindacali».

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«Come giustamente evidenziato dalle manifestanti e dai manifestanti: “Pubblico è cura, privato è profitto”. I Servizi Sociali non sono merci o prestazioni da quantificare in termini di mero costo e risparmio, come si farebbe con gas e rifiuti. In questo senso le giustificazioni addotte da qualche assessore favorevole alla privatizzazione sono fuori luogo e censurabili. I servizi sociali sono una funzione essenziale di tutela e supporto per le persone fragili, gli anziani e i disabili e come tali devono restare a direzione ad erogazione pubblica». 

I sindacati concludono: «Richiamiamo le amministrazione comunali dell’Est veronese alla necessità di fare un passo indietro. Tutte gli altri Ats della provincia scaligera operano in regime pienamente pubblicistico, questo andare in controtendenza è privo di senso. Si eviti di alimentare ulteriori incertezze e disservizi che colpiscono anziani e anziane che già devono affrontare enormi difficoltà per ricevere l’assistenza primaria dai medici di base che mancano; la carenza della medicina territoriale, della assistenza domiciliare, della rete delle case di riposo. Ci ripensino».   

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