Il “battesimo” gelato del nuovo anno
Un tuffo nelle acque gelide di Brenzone per dare il là all’anno che nasce. Una tradizione trentennale per molti (coraggiosi) veronesi, tra le fila dei quali non manca mai l’ex sindaco Flavio Tosi, un habitué dell’iniziativa che ha uno sfondo anche sociale.
Il primo gennaio è il giorno che contiene ogni inizio. Cominciare l’anno con un tuffo “portafortuna” vuol dire, in favor di metafora, buttarsi senza freni e paure nel 2019. Un’impresa senza età che ieri, alle 15, a Brenzone hanno compiuto bambini, adulti ma anche qualche settantenne. 54 i temerari che hanno sfidato le temperature non proprio clementi del lago. Nell’elenco dei partecipanti si leggono le provenienze: Mantova, Desenzano, Negrar, Verona. Ma al bagno invernale più longevo del Garda, ideato da Danilo Donatini, ha preso parte anche qualche turista tedesco.
43 i partecipanti dell’anno scorso, mentre a benedire con la loro audacia il 2019, stavolta, sono stati 8 donne e 46 uomini (tra adulti e ragazzi). Il sogno rimane toccare, il prossimo 1 gennaio 2020, quota cento. Intanto, ci si accontenta, per modo di dire, degli appassionati arditi di questa edizione: tra loro, i più giovani sono stati due bambini di dieci anni, il più anziano, invece, un 72enne tedesco. Per la sedicesima volta, poi, c’era pure lui, l’ex primo cittadino Flavio Tosi.
Una “follia” lacustre, però, va detto, a fin di bene.Per la tredicesima volta, l’iniziativa ha, infatti, permesso di raccogliere fondi a favore della adozione a distanza di due bambini indiani tramite la missione Calcutta Onlus.
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