A San Rocco di Piegara una pietra d’Inciampo per Ottavio Zambelli
Redazione
Sabato 11 aprile alle ore 11.00, si terrà la cerimonia di svelamento della pietra d’Inciampo alla memoria di Ottavio Zambelli, internato militare di San Rocco di Piegara, deportato in Germania all’indomani dell’Armistizio e mai tornato a casa.
Ottavio Zambelli, figlio di Agostino e Angela Gualiva Cremonese, nasce l’8 maggio 1920 a San Rocco di Piegara, frazione di Roverè Veronese. Arruolato nell’11^ compagnia del 43 Reggimento Fanteria, matricola militare 20813, l’8 settembre 1943 si trova in Grecia quando viene catturato dai tedeschi e condotto in Germania. La famiglia ha notizie di lui fino al 14 novembre 1944, dopodiché ne perde ogni traccia. Viene considerato “disperso in prigionia”, dal “destino sconosciuto”.
Dopo aver richiesto ed ottenuto la Medaglia d’onore alla memoria degli ex internati militari lo scorso 20 settembre 2025, la famiglia si è rivolta al Comitato veronese per le pietre d’Inciampo per ricordare il proprio caro anche attraverso il più grande monumento diffuso conosciuto in Europa.
Le pietre d’Inciampo sono dei cubetti 10×10 cm, ricoperti da una lastra in ottone su cui vengono incisi i dati della vittima del nazifascismo, che vengono posati davanti all’abitazione in cui essa risiedeva prima della cattura e della deportazione in Germania.
Si tratta di un “monumento diffuso” ideato dall’artista tedesco Gunter Demnig, che le incide personalmente, che prevede che le pietre non siano collocate in un unico luogo monumentale, ma che siano sparse sul territorio, affinché il cittadino nella sua quotidianità “inciampi” mentalmente, stupendosi della presenza della pietra e interrogandosi su cosa essa sia.
Poiché l’abitazione dello Zambelli, sita in una contrada isolata, non è più raggiungibile, con l’Amministrazione comunale e il locale Gruppo Alpini, si è concordato di posare la pietra davanti all’ingresso della scuola primaria di San Rocco di Piegara: un “inciampo” per le future generazioni, un monito per costruire un futuro di Pace.
Alle formalità della cerimonia, seguirà il racconto della storia di Ottavio da parte dei nipoti. Nipoti che mai l’hanno conosciuto, ma che con la posa di questa pietra donano a tutta la comunità la preziosa testimonianza della loro storia familiare, e alle generazioni future il testimone da conservare gelosamente e a loro volta trasmettere a chi verrà dopo di loro.
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