A San Bonifacio la postina Stefania raccoglie le lettere per Santa Lucia

La postina Stefania ha guidato i bambini di San Bonifacio alla scoperta del viaggio delle loro letterine per Santa Lucia, spiegando il suo lavoro e rendendo la tradizione ancora più speciale.

Nonostante il trascorrere degli anni, la letterina a Santa Lucia è una tradizione che si rinnova con gioia e un pizzico di magia. Scrivere una lettera alla Santa è un’occasione speciale per i bambini di esprimere desideri, sogni e speranze, un momento che si rinnova ogni anno nelle scuole dell’infanzia di San Bonifacio.

Le maestre delle scuole Fiorio, Manzoni e Tonelli dell’Istituto Comprensivo 1 San Bonifacio hanno celebrato questa tradizione con canti, poesie e tanta creatività. Nei giorni scorsi, hanno aiutato le bambine e i bambini a scrivere, disegnare e realizzare coloratissime letterine indirizzate a Santa Lucia, in attesa di essere inviate attraverso il misterioso viaggio della posta.

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Oggi i piccoli alunni delle tre scuole hanno avuto l’opportunità di incontrare la portalettere Stefania, che li ha accompagnati alla scoperta del percorso delle letterine, dalla loro spedizione alla consegna finale a casa di Santa Lucia, in via delle Stelle. Stefania ha raccolto le letterine in un grande sacco, spiegando che sarebbero partite immediatamente per un viaggio speciale, prima caricate su un camion e poi su un aereo, con l’obiettivo di arrivare in tempo e essere consegnate alla Santa entro la notte del 12 dicembre.

Le bambine ed i bambini hanno partecipato con gioia ed entusiasmo. Anche la postina Stefania ha riscosso curiosità e i più coraggiosi hanno posto qualche domanda. “Perché hai la giacca gialla? A cosa ti serve il telefono? Perché hai quella borsetta?”: grazie a queste piccole richieste è stato possibile anche raccontare chi è e cosa fa il portalettere. 

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La maestra Francesca della Scuola dell’Infanzia Tonelli racconta la scelta di portare avanti questa tradizione. «Con piacere abbiamo accolto la postina Stefania e le abbiamo consegnato le lettere. Se penso nel 2024 chi è Santa Lucia, direi che è una tradizione veronese che non ha tempo, non ha età e ci rimanda ancora ai ricordi dei nostri nonni che comunque seppur poveri, seppur senza possibilità, ricevevano in dono un dolcetto dalla Santa. Oggi quando raccontiamo questa storia i bambini sgranano gli occhi, perché ormai è una storia che fanno fatica a conoscere, anche perché siamo in un contesto multietnico e multiculturale. Come insegnanti ci piace tenere viva questa tradizione, rinnovarla e rendere partecipi tutti i nostri bambini di quelle che sono le tradizioni del nostro territorio per farli sentire parte integrante del paese. Abbiamo scritto la letterina, e, se siamo bravi, speriamo arrivi anche Santa Lucia».

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