A Belfiore 100mila euro per nuovi posti nell’asilo nido

Redazione

| 05/04/2025
Intervento in tempi record nel comune di Belfiore dove un’aula della scuola dell’infanzia sarà convertita in nido per rispondere alle esigenze crescenti delle famiglie. Da settembre nove posti in più.

Belfiore ci sono 83 bambini tra gli zero e i due anni. I posti disponibili, nel nido gestito dall’Associazione S. Giovanni Bosco, aderente al circuito FISM, ne ospita in totale 36. Numeri ridotti e di fatto in linea con quelli di tutta la Provincia di Verona che non riesce a soddisfare, pur a fronte di un calo delle nascite, una richiesta sempre più grande.

E così Belfiore ha deciso di intervenire con uno stanziamento di 100 mila euro che darà risposte alle famiglie già a partire dal prossimo anno scolastico. Un’aula della scuola dell’infanzia verrà convertita in un’ulteriore aula del nido. Ci saranno così già da settembre nove posti in più disponibili.

«Sono Sindaco da otto anni -spiega Alessio Albertini– e questi otto anni sono stati sufficienti per capire quali siano i bisogni delle persone. Ecco, il primo è il sostegno per poter mandare avanti tutto. La casa, la famiglia, la propria e spesso anche quella di origine. Uno degli anelli mancanti, lo sa qualsiasi genitore, è quello degli asili nido. Che sono pochi e costano molto. Ed è poi inutile dire che la gente di figli non ne fa più, se poi per quei figli la società non ha previsto niente».

100 mila euro stanziati, che andranno investiti per realizzare tutti gli interventi necessari all’adeguamento, si aggiungono agli 80 mila che ogni anno l’amministrazione comunale mette per contribuire al bilancio dell’Associazione San Giovanni Bosco. Fondi non da poco, per un Comune piccolo come Belfiore. E non da poco nemmeno la rapidità con cui si è dato il via libera all’iter di trasformazione.

«Abbiamo approvato il progetto esecutivo in giunta la scorsa settimana -spiega Albertini- ed ora l’ufficio tecnico è pronto per appaltare i lavori in modo che inizino appena finite le scuole. Così i nuovi posti saranno a disposizione già a partire dal prossimo primo settembre».

Nove posti in più e rette molto basse rispetto alla media. 380 euro al mese per i residenti e 400 euro al mese per i non residenti. Piccoli passi per andare incontro alle famiglie.

«So che passare da 36 posti a 4 non risolve ogni problema – dice Albertini -. Non colma la mancanza del resto, degli stipendi bassi e del lavoro non sempre flessibile. Ma, insieme alle rette, è il segno che anche per noi questa è la priorità. E che sempre investiremo nel sostegno alle famiglie tutto quello che possiamo».

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