Zeno Falzi: «Servono opere pubbliche nei nostri territori»
Redazione
Speciale Elezioni regionali 2025
In vista delle elezioni regionali del Veneto, fissate per il 23 e 24 novembre 2025, lo “Speciale Elezioni regionali 2025” di Verona Network accende i riflettori sui protagonisti della corsa in Veneto. Tra questi c’è Zeno Falzi, imprenditore e vicesindaco di Grezzana, con deleghe ai lavori pubblici e al patrimonio, PNRR, sviluppo economico, mobilità e turismo. Il suo percorso amministrativo tocca anche l’esperienza in Provincia di Verona come consigliere fino al 2024. Si candida alle prossime regionali con Forza Italia.
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Guarda l’intervista a Zeno Falzi
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Una sintesi dell’intervista
Vicesindaco attuale di Grezzana, una passione politica nata presto. Quando e perché ha iniziato a occuparsi di politica?
La mia passione nasce a 16 anni, alle superiori. Fin da subito si lega alla figura di Flavio Tosi. A Grezzana c’era una piccola sezione della Lega: ho iniziato a frequentarla, poi ho raccolto attorno a me un gruppo di giovani e sono diventato responsabile del movimento giovanile per l’area della Lessinia. Nel 2011 mi chiesero di candidarmi come “completamento lista”: a 21 anni presi 211 preferenze a Grezzana ed entrai in minoranza in Consiglio comunale, secondo più votato dell’opposizione. Quella è stata la mia vera scuola: analisi delle carte, formazione politica. Poi un altro mandato: nel 2016 vincemmo le elezioni, divenni assessore con deleghe a servizi pubblici, sicurezza, energie alternative. Poco dopo entrai anche in Consiglio provinciale per tre mandati, dalle presidenze Pastorello a Scalzotto e poi Pasini. Nel 2021, a Grezzana, abbiamo rivinto su larga scala e ho proseguito come assessore ai lavori pubblici, con progetti fondamentali per il Comune: su tutti, il polo scolastico unico, un intervento da circa 6,8 milioni, a fronte di un bilancio comunale di 8 milioni, e, a settimane, la partenza della casa di riposo. Quest’anno, a seguito di un rimpasto, sono diventato vicesindaco.
Ha sempre seguito politicamente Flavio Tosi: perché questa vicinanza?
Per me non è solo vicinanza, ma condivisione personale e politica. Abitiamo a poche centinaia di metri, ma soprattutto lo considero uno degli amministratori più competenti: mi ha insegnato molto. Anche quando, finito il suo mandato da sindaco, sembrava tutto in salita, si è confermata una frase che abbiamo in sede: «Non crederanno a ciò che dici, ma a ciò che fai». Dopo l’esperienza positiva di “Fare”, abbiamo scelto Forza Italia: era data al 2-3% e oggi l’abbiamo riportata in doppia cifra. In Consiglio regionale Tosi sarà capolista: correre insieme mi riempie d’orgoglio e mi dà grande stimolo.
Si chiude l’epoca Zaia dopo 15 anni. Che valutazione dà del suo governo?
Tutti i cicli iniziano e finiscono. A Zaia va riconosciuta la capacità di raccogliere un grandissimo consenso e di parlare alla «pancia» delle persone e degli imprenditori. Da veronese, però, vedo anche un dato: la nostra provincia è stata un po’ messa in disparte. Ci sono progetti fermi, investimenti mancati. Penso all’aeroporto, ma anche alla promozione dei prodotti tipici: se i nostri vini fossero stati sponsorizzati quanto il Prosecco, oggi parleremmo d’altro. Insomma: luci e ombre, come in ogni esperienza. Da imprenditore guardo avanti: si chiude un ciclo, pensiamo al prossimo futuro.
Da imprenditore e consulente ambientale: quali temi porterebbe in Consiglio regionale?
Tre priorità dove posso essere concreto. Ambiente: investimenti regionali su rinnovabili ed efficienza, e rinnovo dei mezzi del trasporto pubblico in chiave green. Trasporti: sono iscritto agli autotrasportatori; bisogna sostenere le imprese private e il pubblico, e migliorare le tratte ferroviarie strategiche, molto usate dagli studenti. Sicurezza e Protezione civile: non solo videosorveglianza, ma interventi sul sistema idrico e contro le esondazioni, proseguendo e rafforzando i progetti già avviati nell’Est veronese. Infine, opere pubbliche utili ai territori, a partire dalla Lessinia, che in questi anni è stata troppo lasciata in disparte.
Lessinia: da tempo manca una rappresentanza “centrale”. Cosa propone?
A Grezzana siamo capofila di molti progetti: dal piano di Protezione civile ai progetti turistici, fino al sostegno alle imprese e ai prodotti tipici. Anche lo Sportello Lavoro. Ci sentiamo però trascurati da Venezia: un Comune da 11mila abitanti prova a sostenere l’intera Lessinia centrale. La mia candidatura nasce per questo: dare una mano alle amministrazioni locali, molte sotto i 3mila abitanti, che faticano a garantire servizi essenziali (polizia locale, orari d’anagrafe, ecc.). Serve anche accelerare le risposte regionali sui Piani degli Interventi. Avevo già studiato una riforma degli enti locali: oggi vorrei agganciarla a un investimento vero per la Lessinia e per tutto il territorio.
Quando ha maturato l’idea di candidarsi alle regionali?
L’ambizione, per chi fa politica, c’è. Agli amici faccio un paragone sportivo: a noi piace il calcio e giochiamo ancora, anche a 40 anni. Non è che se non siamo andati in Serie A smettiamo di giocare. Oggi ci è permesso “giocare” in Serie A, perché la Regione ha potestà legislativa ed è a contatto con i territori. Il mio è un percorso naturale, dal basso, iniziato a 21 anni: competenze maturate e ambizione che emerge. E mi riempie d’orgoglio che Tosi, Forza Italia e i gruppi della coalizione abbiano pensato a me come uno dei nove in lista.
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