Zanoni deluso dal PD, cita la Marangona: «Mancanza di coerenza»

Le scelte urbanistiche fanno tremare la maggioranza Tommasi a Verona. Intanto il consigliere regionale Andrea Zanoni lascia il Partito Democratico per Europa Verde.

Il consigliere regionale Andrea Zanoni ha annunciato, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Ferro Fini lunedì 13 gennaio, di aver formalizzato il passaggio al Gruppo consiliare di Europa Verde, uscendo contestualmente dal Partito Democratico.

Fra le motivazioni espresse dal consigliere trevigiano, ci sono in particolare le scelte del PD in tema di consumo di suolo.

Se «la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il recentissimo voto del Parlamento italiano sul condono edilizio del “Salva Milano Sala”, valido su tutto il territorio nazionale», che Zanoni definisce «un condono gravissimo», il consigliere cita però anche il caso veronese della Marangona, che negli scorsi mesi aveva fatto tremare la giunta del Comune di Verona per il voto contrario dell’assessore Michele Bertucco (che si è ripetuto a fine 2024 con il PAT).

«In merito al consumo di suolo mi hanno profondamente amareggiato anche le scelte locali di amministrazioni dove il Partito Democratico ha la maggioranza» scrive infatti Zanoni nella lettera aperta ai suoi elettori. «Mi riferisco alla decisione di Padova sul centro commerciale dell’Alì, con la cementificazione di altre decine di migliaia di metri quadri di terreno, alla decisione di Verona della Marangona con la realizzazione di un polo logistico, un polo produttivo e parcheggi con ulteriore consumo di suolo in una delle aree agricole più importanti della città, ma anche alla scelta di Treviso sul quarto lotto della tangenziale che andrà a rovinare l’ultima campagna agricola del comune di Treviso».

Si chiede Zanoni: «Com’è possibile fare le giuste battaglie in Consiglio regionale contro le leggi della Lega e Fratelli d’Italia che consentono più consumo di suolo, che concedono deroghe di ogni tipo ai pochi limiti di cementificazione del suolo, che consentono la realizzazione di ulteriori capannoni, per poi utilizzare nelle nostre amministrazioni comunali queste stesse norme per cementificare ancora di più? È una cosa insostenibile, è mancanza di coerenza nonché motivo di confusione e delusione per gli elettori».

E ancora: «Questa è una mancanza di coerenza che ho sollevato ripetutamente in più occasioni, nelle diverse sedi ai vari livelli del Partito Democratico senza ottenere risposte in merito».

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La replica del PD: «Ci ha messo di fronte al fatto compiuto»

Dal gruppo consiliare regionale del Partito Democratico, però, si legge una scelta di tipo elettorale, da parte di Zanoni.

«Per camuffare una scelta che è, di tutta evidenza, di natura personalistica, con un cambio di casacca che avviene a pochi mesi dalla scadenza elettorale, il consigliere Zanoni lascia il Gruppo Pd mancando di rispetto a tutta la nostra comunità politica, oltre che ai colleghi d’Aula». A dirlo, attraverso la Capogruppo Dem Vanessa Camani, sono i consiglieri regionali del Pd.

Vanessa Camani, consigliera regionale Partito Democratico
Vanessa Camani, consigliera regionale capogruppo del Partito Democratico

«Siamo sconcertati dalla incoerenza con la quale Zanoni nega le battaglie condotte anche in Consiglio regionale, a partire dalla nostra ripetuta denuncia sui danni provocati dalla Pedemontana Veneta» affermano i consiglieri regionali del Partito Democratico. «Ma altrettanto si può tranquillamente dire a proposito delle vergogne epocali dell’inquinamento da Pfas e del consumo di suolo, oltre che su tutto un fronte di vicende e opere riguardo le quali abbiamo posto sempre l’attenzione, a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente. Strano che queste questioni politiche non siano venute in mente a Zanoni quando, pochi mesi fa, ha molto insistito per essere candidato con il Partito Democratico in Europa».

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«Ma la poca correttezza di Zanoni non si limita a questo – proseguono gli esponenti Dem – Infatti, dopo settimane di smentite, espresse anche a mezzo stampa, al pari del collega Masolo, ci ha comunicato via messaggio la sua scelta di lasciare il Gruppo Pd solo poche ore prima della conferenza stampa. Un comportamento che ci amareggia. Invece di scegliere una condotta leale e trasparente, ci ha messo di fronte al fatto compiuto, senza spiegazioni o chiarimenti. Modalità che sono un attacco ingiustificabile rispetto ad una comunità che per lunghi anni ha dato spazio e voce alle sue posizioni, ma anche verso gli stessi cittadini che lo hanno eletto come rappresentante del Pd in Consiglio regionale. Ricordiamo poi che questo Gruppo consiliare ha sostenuto e lavorato per la sua elezione all’unica presidenza di commissione consiliare riservata alle minoranze. In tutta risposta, oggi Andrea Zanoni sceglie di abbandonare: un colpo di spugna che, al di là delle accuse facilmente smentibili, si spiega solo guardando alla prossima scadenza elettorale a livello regionale».

«Auguriamo a Zanoni e al gruppo di Europa Verde buon cammino, consapevoli che il Pd non sia un autobus ma una grande comunità nella quale l’unità, la coerenza e la credibilità rappresentano un valore indiscutibile», concludono i consiglieri regionali del Pd.

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