Verona “Olimpica”, il sindaco Tommasi: «Sappiamo essere eccellenti»
di Alessandro Bonfante
Non è stata solo una serata di sport e spettacolo, ma un momento importante per l’identità internazionale di Verona. All’indomani della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Invernali, il sindaco Damiano Tommasi traccia un bilancio che va ben oltre la riuscita dal punto di vista organizzativo, toccando le corde dell’orgoglio cittadino e della visione futura della città.
Quella di ieri, il sindaco l’ha definita «sicuramente una grande emozione. Tanta aspettativa perché era preparata, di grande attesa, ma era anche un’incognita per le difficoltà di organizzazione che potevano creare qualche imprevisto», ha esordito il sindaco durante l’incontro con la stampa. «Invece, credo che vedere la soddisfazione degli atleti sfilare all’interno dell’Arena con quell’entusiasmo e quella voglia di esserci sia il premio più bello che si potesse avere».
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Il sindaco ha voluto dedicare un ringraziamento speciale ai volontari, definiti il vero “termometro” dell’efficacia dell’evento: «Il calore che gli atleti hanno offerto ai volontari è il giusto tributo a tutti quelli che hanno partecipato. Abbiamo dimostrato che l’Italia, e Verona in particolare, sa fare bella figura e che, come Paese, siamo stati capaci di eccellere davanti ai vertici del CIO».
Un punto fermo del discorso di Tommasi è stata l’unicità del ruolo scaligero in questa edizione dei Giochi. Verona è stata infatti l’unica città ospitante ad accogliere tutte le delegazioni e le rappresentanze dei paesi partecipanti, grazie alla combinazione tra la chiusura delle Olimpiadi e l’imminente apertura delle Paralimpiadi, il prossimo 6 marzo.
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«Questa universalità della nostra città attraverso l’Arena ha parlato al mondo», ha sottolineato Tommasi. «Dobbiamo riconoscerci che rappresentiamo un Paese, non rappresentiamo una provincia o un comune: abbiamo la caratura per rappresentare l’Italia intera. È un grande lascito che gli eventi olimpici ci consegnano».
Oltre alle mura dell’anfiteatro, l’evento ha contagiato l’intero tessuto urbano. Il successo di Casa Verona all’Arsenale ha attutito i timori di un evento “blindato” o lontano dai cittadini. «C’era il timore che l’evento fosse esclusivo e lontano dalla città», ha ammesso il primo cittadino, «invece vederne la partecipazione collettiva all’Arsenale è quello che ci piacerebbe diventasse lo standard per i prossimi eventi sportivi: viverli insieme, creando relazioni anche per il futuro».
Nelle parole di Tommasi emerge anche una critica rivolta alla “modestia” veronese: «Spesso vediamo quello che manca e non ci accorgiamo di quello che abbiamo. Come con gli Scavi Scaligeri, ci abituiamo troppo a tenere chiusi o poco valorizzati luoghi speciali. Ieri abbiamo avuto la conferma che sappiamo essere eccellenti e che dobbiamo crederci un pochino di più».
Il sindaco ha citato un aneddoto significativo legato al trasferimento del Comando Operativo delle Forze Terrestri da Roma a Verona, motivato dalla “qualità della vita” offerta dalla città. «Investire su Verona significa investire su una localizzazione strategica e su un’eccellenza che il mondo ci riconosce. Dobbiamo smettere di raccontarci quello che c’era una volta e accorgerci di quello che sta avvenendo oggi».
Il percorso non si ferma qui. Arrivano le Paralimpiadi. La città resterà coinvolta nelle operazioni logistiche fino alla seconda metà di marzo. «L’Arena rimarrà “vestita a festa” per la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi, un evento che sarà ancora più significativo per i messaggi di inclusione e sport che porta con sé».
Tra i lasciti concreti (la cosiddetta “legacy”), il sindaco ha confermato la validità della scelta scenica: «L’Arena valorizzata con lo spettacolo al centro è la vera valorizzazione di un monumento che ha un’architettura particolare. Chi si esibisce si sente accerchiato dagli occhi del pubblico e questo ne esalta la performance. È una soluzione tecnica che sicuramente ci aiuterà a capire le potenzialità future dell’assetto dell’Arena».
«La sfida ora è restare ambiziosi», ha concluso Tommasi. «Verona ha dimostrato di poter ospitare l’unicità e di saper parlare al mondo con forza e consapevolezza».
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