Verona «è stata dimenticata» in Veneto? Cosa ne pensano i lettori di Daily
di Alessandro Bonfante
Ha destato interesse fra i nostri lettori l’articolo, pubblicato qui su Daily negli scorsi giorni, dedicato a cosa ne pensano i nostri politici del luogo comune su Verona “dimenticata” in Veneto. È un luogo comune o c’è un fondo di verità?
Lo abbiamo chiesto a consiglieri regionali, parlamentari ed eurodeputati veronesi durante le interviste del format di Verona Network “Un quarto d’ora con…“, i quali hanno espresso posizione varie e anche interessanti.
Ma cosa ne pensano i lettori di Daily? Alcuni di voi (qui l’iscrizione gratuita al quotidiano digitale) ce lo hanno scritto sui social, altri ci hanno inviato delle email. Ecco di seguito una raccolta parziale dei commenti (edulcorati dalle espressioni più colorite).
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Flavio punta il dito contro l’attuale giunta del Veneto: «È vero, Verona è stata dimenticata da Zaia e soci. Confiniamo con la seconda città più importante della Lombardia, Brescia, e abbiamo pochi collegamenti le 2 provinciali che vengono da Mantova, sono rimaste come 40 anni fa. La provinciale che arriva da Modena è sempre la stessa. C’è Venezia come aeroporto e invece hanno fatto crescere Treviso a discapito di Verona».
Tommaso, delle dichiarazioni degli eurodeputati, dice: «Denunciano di fatto che la politica in regione è una corsa alle poltrone! Poveri noi».
Fabio è netto: «Ovviamente è stata dimenticata».
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Claudia Berton invece accusa più l’amministrazione locale: «Certo! Chi se la fila Verona? Un luogo senza cultura, senza librerie, senza parchi, senza iniziative all’infuori di ciò che ha a che fare col bere e il “magnare” (e il fare “schei”…). Una rappresentante della peggiore Italietta. Sempre più kitsch!!!! Non vado più in centro da molto tempo perché mi veniva il nervoso ogni volta. Ahimè!».
Aldo Vantini condivide un’analisi approfondita: «Si, sono assolutamente convinto della marginalità del territorio veronese nei pensieri di Patreve. Loro ambiscono ad essere e perciò a costruire, il contraltare di Milano. Verona, nel mezzo, come un vaso di coccio. I tentativi per raggiungere questo fine, sono molteplici: insistenza nel proporre che la A 27 sbocchi in Baviera, l’accorpamento del Catullo in Save, per dominarlo e tarpargli le “ali”. L’Università, che ha dovuto combattere con Padova per la nuova facoltà di medicina a Trento. La cultura, con le unghie veneziane e padovane sull’Estate Teatrale. La sedicenza continua dei padovani di promuoversi capitale di fatto. Le banche: un tempo si parlava di Cassa di Risparmio del Veneto ma a patto che la sede fosse a Padova (ricordate Bentsik?). Le autostrade, che di là, si vorrebbe farne una sola società, ovviamente non a Verona. Altro ancora? Tomelleri pensava alla Regione del Garda. Oggi, i nostri, lavano i piedi a Zaia e a Stefani o al sindaco di Treviso. Eppure una candidate ci sarebbe, veronese “de soca”, Elisa De Berti. Sarà la sorpresa? Mah! Intanto andiamo sommessi alla questua».
Male comune, secondo Andrea: «Verona, Vicenza, Rovigo… Belluno non esiste mai. Sempre e solo ciacole ciacole…».
Cosa ne pensi? Verona è davvero trascurata in Veneto? Scrivici a lettori@veronanetwork.it.
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Un quarto d’ora con…
“Un quarto d’ora con…” è la nuova trasmissione di Verona Network, prodotta dalla redazione di Daily Verona e in onda su Radio Adige TV. Un format snello, diretto e di attualità, pensato per offrire uno spazio di confronto con i rappresentanti veronesi nelle istituzioni: consiglieri regionali, deputati, senatori ed europarlamentari, chiamati a raccontare progetti, priorità e visioni per il futuro del territorio.
A condurre il programma, in onda ogni martedì sera fino al 29 luglio alle 21.15 sul canale 19 HBBTV o in streaming su www.radioadige.tv, è Alessandro Bonfante con il direttore di Daily Verona Matteo Scolari, tra interventi e momenti di analisi, con uno sguardo rivolto anche alle prossime elezioni regionali.
Tutte le interviste di “Un quarto d’ora con…“:
- Stefano Valdegamberi: «Più sanità, meno carri armati. E Verona torni protagonista»
- Alberto Bozza: «In Veneto negli ultimi anni qualcosa si è inceppato»
- Marco Andreoli: «Zaia ha fatto la storia in Veneto, è una risorsa per tutti»
- Aurora Floridia: «Il cambiamento climatico non ha confini. Ma Meloni poco sensibile»
- Flavio Tosi: «Fine della “monarchia” Zaia, ora Verona batta i pugni»
- Enrico Corsi: «La Lega è cambiata, serve una riflessione profonda»
- Anna Maria Bigon: «Liste d’attesa della sanità azzerate in Veneto? Magari…»
- Stefano Casali: «L’autonomia è prevista della Costituzione, non è un’invenzione»
- Tomas Piccinini: «Un presidente veronese farebbe bene al Veneto»
- Alessandra Sponda: «Zaia è il Veneto. Ogni elezione fa storia a sé»
- Paola Boscaini: «Zaia rispondeva, ma poi non concretizzava»
- Elisa De Berti: «In Veneto il salto di qualità sui trasporti è evidente»
- Matteo Gelmetti: «Con Meloni l’Italia ha un altro peso. Verona deve fare squadra»
- Ciro Maschio: «La lezione di Verona ci è bastata: centrodestra unito per il Veneto»
- Paolo Tosato: «Dopo Zaia serve serietà, niente “fenomeni”»
- Marco Padovani: «Sono certo della vittoria del centrodestra in Veneto»
- Daniele Polato: «Io sindaco di Verona? Saprei già cosa fare nei primi 100 giorni»
- Paolo Borchia: «Il Green Deal è una seconda pandemia per le imprese europee»
- Maddalena Morgante: «Meloni un modello soprattutto per noi donne»
- Filippo Rigo: «Zaia ha portato il Veneto alla credibilità internazionale»
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