Ultima corsa per il voto in Veneto: finisce l’era Zaia
di Alessandro Bonfante
Di sicuro ci sarà un nuovo presidente del Veneto, fra una settimana. Chi sarà, lo decideranno i cittadini fra domenica 23 e lunedì 24 novembre.
Che però non sembrano essere particolarmente informati, né esaltati dalla campagna elettorale, secondo il sentore dei candidati ma anche dei sondaggi.
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Il Presidente
Si chiude dopo 15 anni (e mezzo, visto che nel 2010 le elezioni furono a marzo) l’era di Luca Zaia, ricandidato come consigliere con la Lega in tutte le province. Nonostante la sua probabile elezione, sembra veramente improbabile una sua permanenza a Venezia come “semplice” consigliere.
Per lui si parla di un seggio alla Camera dei deputati (da conquistare con le elezioni suppletive, al posto del suo papabile successore Alberto Stefani), di una candidatura a sindaco di Venezia o addirittura la Presidenza dell’Eni. Vedremo.
Intanto la corsa alla presidenza non scalda i cuori. Sarà perché secondo i sondaggi effettuati a circa un mese dalle elezioni, la vittoria del centrodestra e di Stefani non pare in discussione. Il candidato della coalizione di centrosinistra Giovanni Manildo, ma anche gli altri sostenuti da una sola lista (Riccardo Szumski, Fabio Bui e Marco Rizzo), non tirano i remi in barca e continuano a battere il Veneto palmo a palmo (segui l’agenda politica su Daily).
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La giunta
Se il leghista Stefani rappresenta una ideale continuità con Zaia, nonostante le differenze di carattere e anagrafiche fra i due, la formazione della giunta rappresenterà una sostanziale discontinuità con quella attuale.
Degli otto assessori uscenti oltre a Zaia, due non sono nemmeno ricandidati per il consiglio (Caner e Bottacin), mentre altri quattro sono fuori dai giochi per la giunta, avendo già fatto almeno due mandati (De Berti, Marcato, Lanzarin e Corazzari). Fin qui tutti della Lega, tra l’altro. Rimangono Francesco Calzavara (Lega) e Valeria Mantovan (Fratelli d’Italia), che potrebbero rientrare in giunta, volontà politica permettendo.
I pesi fra Lega e Fratelli d’Italia saranno completamente ricalibrati. In più c’è da fare i conti con Forza Italia, che nell’ultima consiliatura era senza voce in giunta e con un piede fuori dalla maggioranza.
Quasi sicuramente gli assessori saranno più di otto, anche per spartire deleghe pesanti come Sanità e Sociale (un tempo separate, ma negli ultimi anni unificate sotto Lanzarin).
Forza Italia ha chiesto più volte la Sanità, magari con Flavio Tosi, che ne ha fatta esperienza vent’anni fa, prima dell’elezione a sindaco di Verona. C’è chi giura però che non sarà così.
Per quanto riguarda Verona, Fratelli d’Italia ha già messo le mani avanti: ci sarà un assessore scaligero (del partito di Giorgia Meloni).
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Il consiglio
Sarà interessante vedere quali saranno le preferenze dei veneti dopo le elezioni con numeri “bulgari” per Zaia e Lega del 2020. Anche qui assisteremo sicuramente un riequilibrio all’interno del centrodestra. Ma pure il centrosinistra dovrebbe recuperare terreno. E le sfide fra candidati interni alle liste sono quasi più accese che verso l’esterno. La tensione interna a PD veronese, in queste settimane, per esempio, è altissima.
Come votare
Per votare alle elezioni regionali in Veneto del 2025, bisogna recarsi al seggio con tessera elettorale e documento di identità valido. Le urne saranno aperte domenica 23 novembre dalle 7 alle 23 e lunedì 24 novembre dalle 7 alle 15.
All’interno della scheda si trovano i nomi dei cinque candidati presidente con i loro simboli e, a lato, le liste che li sostengono.
È possibile marcare il simbolo del candidato presidente, di una lista oppure di entrambi. Il voto andrà così sia al presidente sia alla lista scelta.
In Veneto è ammesso il “voto disgiunto”: è possibile indicare un presidente e una lista non collegata.
All’interno di una lista, si possono esprimere una o due preferenze per i candidati consiglieri, scrivendo nome e cognome accanto alla lista. Se si indicano due preferenze, devono essere di genere diverso e della stessa lista. In caso di preferenze dello stesso genere, la seconda sarà annullata.

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