Turismo veneto, Confcommercio e Federalberghi ai candidati: «Servono DMO più forti e una strategia unitaria»
Redazione
Confcommercio Verona e Federalberghi Confcommercio Verona, in vista delle imminenti elezioni regionali, hanno incontrato nelle scorse settimane i candidati e i rappresentanti delle principali forze politiche, presentando loro un articolato documento di richieste e proposte per lo sviluppo del sistema turistico veneto.
Al centro delle richieste: «il rafforzamento delle DMO territoriali come veri organismi di governance, una strategia coordinata tra Regione, OGD e Fondazioni, investimenti sulla qualità dell’accoglienza, lo sviluppo di prodotti turistici integrati (cicloturismo, cammini, turismo fluviale, sportivo e culturale) e un sistema avanzato di analisi dei dati».
Le associazioni chiedono inoltre la continuità della strategia unitaria di branding e promozione e l’adozione di una Legge Quadro sul Turismo con un piano strategico regionale quinquennale.
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«Nel confronto con i candidati è stata ribadita l’importanza strategica del turismo come motore economico della Regione Veneto ed evidenziata la necessità di interventi mirati per rafforzare la competitività delle destinazioni e migliorare la qualità dell’esperienza turistica – sottolinea il presidente di Federalberghi Confcommercio Verona, Maurizio Russo -. Tra i temi fondamentali la sicurezza del territorio, fondamentale per attrarre il turista a sceglierci come destinazione».
«Auspichiamo – prosegue Russo – che tali priorità vengano accolte e integrate nei programmi della futura Amministrazione regionale, nella convinzione che investire nel turismo significhi investire nel benessere dei territori, nella crescita economica e nella qualità della vita di residenti e visitatori».
«Come Confcommercio – aggiunge il presidente di Confcommercio Verona, Paolo Arena – diamo fin da ora la massima disponibilità a collaborare con la futura Giunta regionale per trasformare le proposte del nostro sistema in azioni concrete e politiche efficaci per uno sviluppo moderno, sostenibile e competitivo dell’esperienza turistica in Veneto, strettamente connesso a quanto offre il comparto commerciale e dei servizi».
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Le richieste nel dettaglio
Rafforzamento e riposizionamento delle DMO territoriali
«Il primo e più urgente intervento riguarda la trasformazione delle Destination Management Organization (definite OGD dalla legge regionale e in alcuni casi già evolute in Fondazioni)», scrivono le associazioni nella nota.
«È necessario far comprendere agli operatori del settore e alle istituzioni locali che una DMO moderna deve essere dotata di competenze strategiche interne, capaci di gestire in modo integrato tutti gli aspetti che concorrono alla competitività di una destinazione turistica. Ciò significa superare la visione tradizionale del marketing per abbracciare una gestione olistica che comprenda pianificazione strategica, organizzazione dell’offerta, integrazione con la promo-commercializzazione, gestione degli attrattori e degli IAT, nonché una governance efficace con tutti gli attori territoriali».
«Il rafforzamento delle DMO passa attraverso la conferma dei presupposti fondamentali: documenti programmatici, statuti, Destination Management Plan, Piano strategico di destinazione. Solo un processo continuo di riorganizzazione e qualificazione potrà garantire una rete di destinazioni turistiche venete davvero competitive e sostenibili nel lungo periodo».
Nel dettaglio, servono quindi:
- «Un rafforzamento e riposizionamento effettivo delle DMO, superando la percezione ancora diffusa di semplici agenzie di promozione territoriale. Le DMO devono diventare organismi strutturati di governance strategica delle destinazioni.
- Una governance multilivello chiara ed efficace, che valorizzi il ruolo delle DMO e dei loro soggetti attuatori – spesso Fondazioni – affidando loro pienamente la programmazione strategica, la gestione integrata del territorio, lo sviluppo di sistemi di business intelligence, la formazione degli operatori, la gestione dei prodotti turistici, lo sviluppo del brand, la gestione degli uffici informativi e la promozione sui mercati di corto e medio raggio, comprese le attività avanzate di commercializzazione.
- Il potenziamento della qualità dell’accoglienza, mediante investimenti nelle infrastrutture, nella professionalizzazione degli operatori e nella rete dei servizi turistici regionali. L’azione deve partire dall’aggiornamento degli standard regionali per gli IAT (delibera 472/2020) e includere il miglioramento delle strutture e infrastrutture turistiche. Va inoltre valorizzata la Carta dell’Accoglienza, che deve diventare pratica quotidiana condivisa. Parallelamente, lo sviluppo del sistema informativo regionale, in ottica di promozione e commercializzazione, deve sostenere la crescita delle esperienze presenti su veneto.eu e sui siti delle destinazioni, rafforzando l’attuale Destination Management System senza stravolgerne la struttura tecnologica, oggi utilizzata in modo crescente dalle DMO.
- Lo sviluppo strategico dei prodotti turistici, con una visione integrata che valorizzi cicloturismo, cammini, turismo fluviale, sportivo e culturale, superando la frammentazione territoriale. È necessario un coordinamento strutturato tra Regione, OGD e Fondazioni, prevedendo azioni e finanziamenti dedicati – anche tramite una quota del gettito dell’imposta di soggiorno – per la manutenzione degli itinerari.
- La crescita di un sistema avanzato di osservazione e analisi dei dati, indispensabile per una programmazione basata su evidenze reali. L’integrazione dei dataset disponibili (ISTAT, Osservatorio regionale, dati locali) dovrà portare alla creazione di un sistema di business intelligence realmente utile per destinazioni e imprese, con economie di scala e interoperabilità tra strumenti utilizzati ai diversi livelli.
- La continuità della strategia unitaria di branding e promozione, capace di integrare il marchio regionale “Veneto – The Land of Venice” con l’identità delle singole destinazioni e con iniziative di co-marketing sui mercati nazionali e internazionali. Sui mercati di lungo raggio è efficace una comunicazione multilivello (Italia → Veneto → destinazione), mentre sui mercati nazionali e di prossimità può funzionare una comunicazione diretta Regione → destinazione.
- Risorse dedicate e un adeguato quadro normativo, compresa l’adozione di una Legge Quadro sul Turismo e di un piano strategico regionale quinquennale, per rendere stabili, misurabili e continuativi gli impegni futuri».
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