Trevisi (Pd): «Numero Unico di Emergenza 112, il Veneto deve accelerare»

Redazione

| 29/12/2025
Il consigliere regionale, insieme al collega Montanariello, sollecita la Regione Veneto: «Sicurezza dei cittadini e uso efficiente delle risorse non possono aspettare»

«Il Veneto non può permettersi ulteriori ritardi sull’attivazione del Numero Unico di Emergenza 112. È uno strumento fondamentale per la sicurezza dei cittadini, per l’allineamento agli standard europei e per un utilizzo più efficiente delle risorse umane e tecnologiche». Lo dichiarano i consiglieri regionali Gianpaolo Trevisi e Jonatan Montanariello (Partito Democratico), intervenendo sullo stato di attuazione del NUE 112 in Veneto.

«Il Numero Unico Europeo per le Emergenze è già attivo in tredici Regioni italiane – ricordano i due consiglieri – e rappresenta un servizio essenziale per residenti, turisti e lavoratori. Permette, con una sola chiamata, di attivare rapidamente soccorso sanitario, forze dell’ordine e vigili del fuoco, garantendo tempi di risposta più rapidi e una gestione coordinata delle emergenze».

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«Il Veneto ha aderito al protocollo, ha individuato le centrali operative e stanziato risorse per la piattaforma tecnologica, ma ora serve un deciso cambio di passo. Mancano ancora due centrali da realizzare pienamente e circa 150 assunzioni di personale amministrativo specializzato: elementi chiave per rendere il sistema realmente operativo. Accelerare sull’attivazione del 112 significa migliorare la sicurezza, soprattutto in una regione ad alta densità turistica e produttiva come il Veneto, dove ogni minuto può fare la differenza in caso di emergenza».

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«Il NUE – sottolineano gli esponenti dem – è anche uno strumento di equità: un bambino, un anziano, un turista straniero devono poter contare su un numero semplice, unico e riconosciuto ovunque. Un altro aspetto centrale è l’ottimizzazione delle risorse umane. Il modello del Numero Unico consente di razionalizzare il lavoro degli operatori, evitando duplicazioni, riducendo le chiamate improprie alle singole centrali e permettendo al personale di concentrarsi sulle reali emergenze. Non si tratta di togliere servizi, ma di organizzarli meglio. Il mantenimento in Veneto dei numeri storici (113, 115 e 118) insieme al 112 può rappresentare una fase di transizione utile, ma non deve diventare un alibi per rallentare un processo che l’Europa e i cittadini ci chiedono di completare».

«Chiediamo alla Giunta regionale – concludono Trevisi e Montanariello – un cronoprogramma chiaro, risorse adeguate e tempi certi. Il Numero Unico di Emergenza non è un dettaglio tecnico: è una scelta di civiltà, di sicurezza e di buona amministrazione. Il Veneto deve fare la propria parte, e farla in fretta».

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