Traforo e prolungamento SS434: cosa dice il PAT di Verona
Le infrastrutture sono sempre il tema più caldo di discussione, quando si parla di pianificazione urbanistica. A Verona ieri la Giunta Tommasi ha dato l’approvazione al testo preliminare del nuovo PAT, con l’opposizione dell’assessore Michele Bertucco, che ha votato contro.
Si tratta del Piano di assetto del territorio, che rappresenta il documento regolatore per lo sviluppo urbanistico futuro della città.
L’iter del documento continuerà ora con la pubblicazione per le osservazioni di associazioni, cittadini e portatori di interessi. Poi il passaggio in Consiglio comunale per l’approvazione.
Ad accendere le critiche dell’assessore Bertucco, secondo le scarne dichiarazioni rilasciate fin qui, sono stati i temi legati alle infrastrutture e fra questi il traforo delle Torricelle, tema su cui l’ex presidente di Legambiente Veneto è sempre stato contrario.
Da quanto emerge dal PAT si tratterebbe di un “traforino”, ovvero di una galleria urbana non pensata per essere un collegamento extraurbano.
LEGGI ANCHE: La “Pompei” di Verona allo Stato: nuova vita per l’ex cinema Astra
Quali sono le infrastrutture previste dal PAT
Il Piano di Assetto del Territorio (PAT), come definito dall’articolo 13 della legge regionale 11 del 2004, fissa gli obiettivi e le condizioni di sostenibilità degli interventi e delle trasformazioni ammissibili, ed è redatto dai Comuni.
Il PAT dell’Amministrazione Tommasi mette al centro della mobilità i sistemi di trasporto collettivo, in primis il filobus, in corso di realizzazione, e la mobilità dolce, con il potenziamento della viabilità ciclabile.
Insieme alla filovia, sono proposti anche un sistema ferroviario metropolitano, con la riattivazione di fermate come Parona o Cadidavid, il collegamento ferroviario con l’aeroporto Catullo (su cui c’è interesse condiviso con altre parti politiche) e nuovi parcheggi di interscambio a servizio di queste infrastrutture.
LEGGI E GUARDA: Quante ciclabili a Verona? Il quadro dei nuovi cantieri
Per quanto riguarda la viabilità su gomma, il PAT dell’amministrazione Tommasi individua alcune direttrici viarie da sviluppare per «ricucire/rafforzare alcune relazioni tangenziali alla città e per alleggerire la pressione veicolare in senso radiale sulle aree più centrali della città di Verona», si legge nella sintesi del documento preliminare.
L’intento resterebbe quello di «ridurre al minimo le previsioni riferite allo sviluppo della rete viaria, confermando solo quei tracciati la cui realizzazione permette di identificarne puntualmente i benefici per la città di Verona».
Quelle indicate come utili, invece, sono:
- il prolungamento SS434 (Transpolesana) verso Verona con aggiramento a sud-est della città,
- l’aggiramento a nord della città e del centro storico (leggi traforo delle Torricelle)
e altri collegamenti fra assi viari come:
- tra via Lugagnano e strada Bresciana (SR11),
- tra via Golino (ex SS12) e strada Transpolesana (SS434),
- connessione bidirezionale tra Tangenziale Sud e SR62,
- potenziamento degli svincoli tra Verona Nord e tangenziali; tra tangenziale est e vale del Lavoro di San Martino Buon Albergo.
Per tutte queste opere, è da sottolineare, l’inserimento nel PAT non significa la programmazione o la fattibilità. Si tratta delle opere che secondo il Comune di Verona possono essere utili in un orizzonte di programmazione dello sviluppo della città.
Inoltre, è bene ricordarlo, il documento preliminare approvato dalla Giunta deve ora continuare il suo iter con le osservazioni della cittadinanza e la successiva approvazione in consiglio comunale.
Prolungamento SS434 verso Verona e aggiramento a sud-est della città
Il PAT prevede il prolungamento della SS434 dalla Tangenziale Sud verso l’area centrale di Verona (via Basso Acquar), con l’obiettivo di ridurre la congestione stradale nei quartieri di Borgo Roma e nelle vie radiali come via Tombetta, via Palazzina e via Legnago. Questa nuova infrastruttura fungerebbe da bypass, deviando il traffico di attraversamento verso un tracciato più adeguato e alleggerendo gli assi urbani principali senza aumentare la capacità stradale in accesso alla città.
Un ulteriore sviluppo contempla una viabilità che aggiri il settore sud-est della città, collegando la zona est della città con via Basso Acquar tramite un nuovo ponte sull’Adige, attraversando Porto San Pancrazio e terminando nei pressi dell’ex area Tiberghien. Questa soluzione ridurrebbe il traffico sui principali assi urbani (Ponte San Francesco, lungadige Galtarossa, via Torbido) e sulle vie locali (Ponte San Pancrazio, via del Pestrino), migliorando la qualità della mobilità e liberando spazi per percorsi ciclopedonali.
Entrambe le infrastrutture non sono pensate come assi di traffico veloce, ma come elementi di transizione tra città e spazi aperti, integrate da progetti di paesaggio per mitigare l’impatto ambientale e valorizzare le aree verdi.
Aggiramento a nord della città e del centro storico
La rete stradale nel quadrante settentrionale di Verona presenta criticità nella connessione est-ovest, con flussi di traffico elevati che percorrono lungadige San Giorgio, Rigaste Redentore e Re Teodorico, causando congestionamento e impatti negativi sul centro storico, inclusa l’area del Teatro Romano.
Per risolvere il problema, il Documento Preliminare del PAT propone un collegamento sotterraneo tra la Valpantena (Tangenziale Est – SP6) e la Valpolicella (via Ca’ di Cozzi – viale Caduti del Lavoro), con ramificazioni verso la viabilità radiale.
Si tratterebbe di una galleria urbana con lo scopo di alleggerire i flussi di traffico est-ovest e migliorare la mobilità nell’itinerario tra via Ca’ di Cozzi e Porta Vescovo, oltre a ridurre il traffico proveniente dalla Valpantena verso via Fincato e Porta Vescovo.
Per eliminare completamente i flussi veicolari nei pressi del Teatro Romano, si ipotizza un tracciato sotterraneo urbano a nord del Teatro, da destinare solo alla mobilità locale e non come asse di attraversamento.
Anello circolatorio
Il PAT dell’Amministrazione Tommasi in alcuni punti cambia quanto previsto dal PUMS (Piano urbano della mobilità sostenibile), il quale ipotizza, a lungo termine, la chiusura dell’anello viario intorno a Verona con una nuova arteria tra via Preare e il casello Verona Nord. Questo tracciato, un traforo delle Torricelle di dimensioni superiori, concepito come strada extraurbana principale, attraverserebbe aree agricole periurbane, consumando almeno 45 ettari di suolo, si nota nel PAT.
I benefici attesi sarebbero limitati e diffusi, con un impatto modesto sulla congestione urbana, secondo il Documento approvato ieri. La nuova arteria potrebbe incrementare il traffico su viale Caduti del Lavoro, nell’abitato di Parona e su via Preare, attirando flussi extraurbani e fungendo da alternativa per collegare la A22 (Verona Nord) e la A4 (Verona Est), con una funzione più territoriale che urbana.
Data l’elevata occupazione di suolo agricolo, i limitati benefici per Verona e il rischio di ulteriori espansioni urbanistiche – sempre secondo l’analisi contenuta nel PAT –, non è stato considerato prioritario includere questa opera nello schema strategico. Per i collegamenti tra la Valpolicella e la città, si privilegiano alternative come il prolungamento della filovia fino a Parona e un parcheggio di interscambio ai margini dell’area urbana. La connessione alla A22 dovrebbe continuare tramite la SS12.
LEGGI ANCHE: Ospedale Borgo Trento, sportello unico per accettazione, ticket e prenotazioni
Le critiche
«Spero e penso che si possa ancora modificare» ha dichiarato l’assessore Bertucco a margine di una conferenza stampa nella sede dell’Agec su altri temi «e che ci sia un confronto vero su opere necessarie o meno per la città». L’assessore, punto di riferimento in giunta di Verona in Comune e vicino a Sinistra Italiana, era stato protagonista di un caso simile la scorsa estate, sul tema dello sviluppo urbanistico della Marangona.
Il Coordinamento Verona Città Bosco, un collettivo di cittadini sensibili ai temi ambientali, ha espresso «forti perplessità» su interventi che secondo il gruppo «vanno in continuità con quanto proposto dalle Amministrazioni precedenti, in particolare per quanto riguarda l’aumento del consumo di suolo».
Sulla stessa onda Giorgio Massignan, presidente di Verona Polis e già assessore negli anni ’90: «Nelle scelte d’uso e nella gestione del territorio, tra le amministrazioni di centrodestra e quella di centrosinistra, sinora, non si sono notate grandi differenze».
Riguarda il servizio
In Evidenza
A Cologna Veneta un incontro pubblico sul biometano e la transizione ecologica

Giornata ecologica regionale 2026, focus sulle api: stanziati 100mila euro

Il Veneto terzo in Italia per riciclo RAEE: 22.800 tonnellate gestite da Erion WEEE nel 2025

Aria inquinata, Veneto e Verona ancora insufficienti

“Materia Viva” al Teatro Santa Teresa: una serata dedicata al riciclo dei RAEE

Si accende la CER di Povegliano Veronese: via libera dal GSE

“Rifiuti preziosi” in tasca e in casa: Amia lancia la campagna di raccolta RAEE

Cicloturismo: in Italia si comprano meno bici ma si pedala di più

Gli abeti di Natale buttati? Ora avranno una nuova vita






