Traforo delle Torricelle, Caleffi rilancia la proposta al Comune di Verona

di Alessandro Bonfante

| 07/11/2025
Il presidente dell’Associazione Giuseppe Barbieri illustra la proposta per il nuovo PAT: un traforo modulare in due fasi, con impatto ambientale ridotto e senza nuovi ponti sull’Adige.

Presentato oggi a Verona, al Liston 12 in piazza Bra, il progetto “Traforo 2027”, la proposta dell’Associazione Giuseppe Barbieri per la viabilità cittadina nell’ambito della discussione intorno al nuovo PAT (Piano di assetto del territorio) della città.

L’iniziativa, che prosegue la discussione sul traforo delle Torricelle, punta a fornire un contributo tecnico e sostenibile alla pianificazione urbanistica della città.

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Il presidente dell’associazione, Gian Arnaldo Caleffi, ha illustrato la proposta: «Si tratta di una soluzione che analizza tutti i tracciati di traforo che negli anni sono stati studiati e li attualizza, tenendo conto della sostenibilità economica e della riduzione dell’impatto ambientale. Quanto alla sostenibilità economica, noi abbiamo individuato un tracciato che non richiede nuovi ponti sull’Adige, che può essere modulato in due fasi: una prima fase con un traforo ad una canna, una seconda fase con eventualmente il raddoppio con la seconda canna. E dal punto di vista dell’impatto ambientale, la rinuncia a nuovi ponti sull’Adige e il riuso di quelli esistenti garantisce un impatto molto contenuto dell’opera».

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Caleffi ha chiarito anche la funzione dell’infrastruttura: «La prima parte della soluzione è concepita per il traffico di scorrimento urbano, sostanzialmente le automobili. Per poter arrivare al traffico anche pesante è necessario pensare al raddoppio. Il raddoppio naturalmente determina un aumento dei costi, praticamente quasi il doppio, e dipende molto dalle modalità di finanziamento che l’amministrazione riuscirà ad acquisire».

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Traforo Torricelle Associazione Giuseppe Barbieri (1)

Sul fronte economico, il presidente ha precisato: «Non abbiamo stime dei costi aggiornate. Siamo sicuramente dell’ordine delle centinaia di milioni di euro, ma non siamo ancora arrivati a livello di stima economica».

Infine, un appello alle istituzioni: «Innanzitutto è necessario l’inserimento del tracciato nel PAT. Il documento preliminare che l’amministrazione ha presentato prevede solamente un tracciato corto di traforo che da via Fincato va a via Monte Ortigara e poco più. Noi riteniamo che questa soluzione sia assolutamente insufficiente. Intanto è necessario prevederla nella pianificazione territoriale locale, poi va ovviamente coordinata a livello provinciale».

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