Toto-giunta, chi sceglierà Alberto Stefani per la sua squadra?

di Alessandro Bonfante

| 25/11/2025
Al di là dei paletti fissati dagli accordi pre-elettorali, 5 assessori a Fratelli d’Italia, 3 alla Lega e 1 a Forza Italia, il neo-presidente del Veneto ha ribadito che sarà lui a fare le nomine.

Elezione fatta, consiglio regionale definito. Ora per il presidente eletto del Veneto Alberto Stefani si apre la pagina della costruzione della Giunta.

Secondo quanto filtra, dovrebbero essere questi gli accordi pre-elettorali di coalizione: 5 assessori a Fratelli d’Italia, 3 alla Lega e 1 a Forza Italia. A questi si aggiungerebbe un tecnico, di nomina esterna al consiglio, con probabilità per la Sanità.

Sanità e Sociale, che negli ultimi anni erano deleghe unite nella figura dell’assessora Manuela Lanzarin, dovrebbero infatti essere separate.

A FdI andranno anche la vicepresidenza della giunta e la presidenza del Consiglio regionale.

Buona parte degli assessori uscenti rieletti non potranno essere nominati di nuovo: Roberto Marcato, Elisa De Berti, Cristiano Corazzari e ovviamente neanche Luca Zaia.

In corsa invece il veneziano Francesco Calzavara (Lega), uscente al bilancio, e la rodigina Valeria Mantovan (FdI), uscente a Lavoro e Istruzione. Quest’ultima è molto probabile che sarà in giunta, vista l’esperienza maturata subentrando a Elena Donazzan, eletta l’anno scorso al Parlamento Europeo. Meno quotato Calzavara, che ha raccolto solo 2mila preferenze ed è il terzo degli eletti nel Veneziano.

Da considerare gli equilibri di provenienza, oltre che di partito, infatti.

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Per Verona potrebbe essere una figura papabile quella del sindaco di Soave Matteo Pressi, il più votato dopo Zaia e De Berti in terra scaligera. A lui non dispiacerebbero le deleghe a Turismo e Agricoltura.

Ma anche Fratelli d’Italia, in campagna elettorale, aveva rivendicato un assessorato per Verona. Diego Ruzza è il più votato e vanta una lunga esperienza nel partito, oltre che da amministratore come sindaco di Zevio.

Flavio Tosi, di Forza Italia, non ha mai nascosto addirittura la disponibilità a candidarsi presidente, figuriamoci ad assessore. In passato è già stato assessore alla Sanità, ma oggi è anche una figura ingombrante. Stefani potrebbe farsi qualche scrupolo.

L’unica altra eletta di FI con esperienza consiliare è la padovana Elisa Venturini. In tal caso, difficile che Flavio Tosi resti a fare il consigliere “semplice” avendo un seggio da europarlamentare. Dimettendosi lascerebbe spazio ad Alberto Bozza.

Altro nome di peso, per Fratelli d’Italia è quello di Francesco Rucco, già sindaco di Vicenza. Nella Lega Riccardo Barbisan (Treviso) potrebbe essere un elemento da tenere d’occhio.

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