Tommasi nel 2027? Pronto anche «a fare l’assessore allo Sport» (o forse no)
di Alessandro Bonfante
Cosa farà il sindaco Tommasi nel 2027?
Parte con una battuta, che suona come un mezzo passo indietro, ma poi conferma la sua determinazione. Il sindaco di Verona Damiano Tommasi, ospite del Pantheon People Podcast, alla domanda sulla possibile ricandidatura, dice sorridendo di essere «pronto a fare l’assessore allo sport della prossima giunta di centrosinistra», ma poi sottolinea che «la durata dei due mandati consente di dare concretezza ai progetti».
Si sbottona un po’, il sindaco, grazie all’atmosfera rilassata del podcast, e si lascia andare a quella che potrebbe essere una battuta – lo dice con il sorriso –, ma è intanto da registrare come considerazione: non c’è un futuro scritto per la candidatura del centrosinistra alle amministrative di Verona nel 2027.
«La realtà è che adesso si sta discutendo molto sul numero dei mandati. È vero che la durata dei due mandati è quella che permette di dare concretezza.
Purtroppo viviamo ancora in un’epoca dove il cambio di amministrazione tendenzialmente rischia di far perdere alcuni rivoli che se incanalati correttamente farebbero bene e quindi insomma, quello è l’orizzonte temporale».
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Guarda la puntata completa con Damiano Tommasi
Dall’infanzia, al calcio professionistico, dall’approdo alla politica, alle sfide future per Verona, Olimpiadi in primis. Tanti i temi affrontati con il sindaco Damiano Tommasi nella 12esima puntata di Pantheon People Podcast, condotto dalla direttrice editoriale di Pantheon Giorgia Preti.
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Verona è una «città concreta»
«Io credo che Verona sia una città concreta, una città che tende a nascondere la propria ambizione, a non lanciarsi in progetti troppo ambiziosi, e ha trovato trova spesso nella candidatura di centrodestra questa visione» ha detto il sindaco Tommasi durante l’intervista.
«È una città che guarda molto ai fatti, che tende anche a guardare dentro le mura e non fuori dalle mura. Però è una città che, se sollecitata in maniera corretta, sa essere una città internazionale, europea. Credo che la nostra proposta di dire “vogliamo essere protagonisti” anziché farci raccontare, abbia sortito anche l’ispirazione a tanti che probabilmente non sarebbero andati a votare».
Una città europea, dice Tommasi: «Nei fatti lo è, ma deve diventarlo anche nella testa, una città che dia spazio ai sogni dei nostri giovani, che dia la possibilità alle tante aziende multinazionali che sono sul territorio di sentirsi a casa nonostante siano in una città che ha tradizione, cultura italiana, territoriale molto radicata».
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