Tomas Piccinini: «L’autonomia non toglie nulla: lasciateci i nostri soldi e gestiamoli al meglio»
Redazione
Speciale Elezioni regionali 2025
A poche settimane dal voto in Veneto, fissato per domenica 23 e lunedì 24 novembre 2025, lo “Speciale Elezioni regionali 2025” dà voce ai protagonisti della politica regionale. Tra questi c’è Tomas Piccinini, veronese, consigliere in carica con Veneta Autonomia ed ex sindaco di Mozzecane, dove ha guidato per dieci anni l’amministrazione locale.
Piccinini rivendica un approccio pragmatico su sociale e sport, e sull’autonomia insiste: responsabilità nella spesa e gestione delle risorse in Veneto. Sullo sfondo, la fine del lungo ciclo di governo targato Zaia e la sfida del centrosinistra guidata dall’ex sindaco di Treviso, Giovanni Manildo.
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Guarda l’intervista a Tomas Piccinini
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Una sintesi dell’intervista
Come si è sviluppato il suo impegno amministrativo fino a oggi?
È un impegno che parte dal 1999, quando ero consigliere comunale di minoranza: è stata la scuola più importante che potessi fare. Nel mandato successivo sono diventato assessore e nel 2009 mi sono candidato a sindaco. Ho avuto l’onore di guidare per dieci anni il paese in cui sono nato e cresciuto. Fare il sindaco del proprio paese è una soddisfazione straordinaria.
Poi l’approdo in Regione. In cosa cambia questo tipo di impegno?
Si passa dall’amministrazione quotidiana al potere legislativo: si formano leggi che ricadono sui Comuni e sui cittadini. È un’esperienza straordinaria, che va vissuta; la auguro tutti.
La nuova scuola media di Mozzecane è stata inaugurata da poco. È il simbolo di cosa significa “fare amministrazione”?
Per la nostra comunità chiude un percorso iniziato nel 2009 e concluso nel 2025: tre interventi complessivi, dalla scuola dell’infanzia con nido integrato, alle riqualificazioni, fino alla nuova secondaria inaugurata domenica 7 settembre. Parliamo dell’opera più importante della storia di Mozzecane, quasi otto milioni di euro, resa possibile dall’impegno di tanti. La nostra è una comunità giovane, con crescita demografica: bisogna adeguare i servizi, a partire dalla scuola e, via via, dagli spazi sportivi e ludici.
Dopo questo mandato regionale è pronto a riprovarci?
Do la mia disponibilità. Ora abbiamo la data delle elezioni, presto avremo il candidato presidente e si svilupperanno le dinamiche della competizione. Io metto il mio servizio a disposizione della comunità e di un territorio straordinario, ricco di risorse di cui essere orgogliosi.
Si chiude un’epoca: quindici anni di Zaia. Qual è il suo bilancio?
È stato un ciclo significativo. La sanità è migliorabile sotto molti aspetti, ma resta tra le eccellenze italiane. Le difficoltà non dipendono solo dalle scelte politiche: pesano la carenza di medici, infermieri e OSS. Il Veneto rimane una regione trainante, fondata su piccole e medie imprese e artigianato, ce la giochiamo sempre con l’Emilia-Romagna per i primi posti.
Autonomia: valore per il Veneto o bandiera ideologica?
È un valore e, soprattutto, un cambio culturale: il principio cardine è la «responsabilità» nella spesa. Non è un cambio da poco, ma l’autonomia non toglie nulla a nessuno: lasciateci i nostri soldi e cerchiamo di gestirli nel miglior modo possibile come Veneto e come amministrazione regionale. Non si tratta di sottrarre risorse ad altre regioni, ma di assumersi la responsabilità di come investire le proprie.
Il Consiglio comunale di Verona ha espresso solidarietà a Francesca Albanese. Le amministrazioni locali devono prendere posizione sui conflitti internazionali?
Tema spinoso. Parto da una condanna: l’atto vile di Hamas, il massacro di ragazzi inermi. Detto ciò, oggi vediamo numeri di vittime che appaiono sproporzionati, con tantissimi bambini che pagano il prezzo più alto. I terroristi devono rispondere dei loro crimini, ma non si possono massacrare innocenti. Bisogna trovare il modo di fermare questa situazione quanto prima.
Tornando al Veneto, se rieletto, su quali temi vuole impegnarsi?
La mia storia parla di sociale e sport: sono temi che sento miei. Lavoro in Commissione Cultura e Sport e in Bilancio, mi piacerebbe continuare lì. Ma sono pronto anche a imparare e a mettermi a disposizione su altre materie, se necessario.
Il centrosinistra ha scelto in anticipo Giovanni Manildo. Può tornare a insidiare il centrodestra?
Per storia, il Veneto è una regione di centrodestra: lo dicono i numeri. Manildo è un buon candidato ed è giusto che faccia il suo lavoro. Io però guardo in casa nostra: abbiamo ottimi amministratori e più profili validi per la presidenza. Ora che c’è la data, auspico che a breve arrivi anche il nome del nostro candidato e si parta. L’obiettivo è continuare a governare una delle regioni più importanti del Paese, recuperando in fretta il gap di tempo.
Verona e la sua provincia sono davvero “dimenticate” in Regione oppure è un luogo comune?
Non credo siano state abbandonate, certamente si può fare meglio. Verona ha peculiarità forti: il lago, la montagna, una città culturale e turistica. Serve un’attenzione specifica sui servizi e sulle infrastrutture che portano persone e investimenti. Come consiglieri veronesi dobbiamo far pesare di più Verona in Regione, spiegando che qui servono risposte mirate, senza togliere nulla ad altri territori.
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