Tomas Piccinini a Daily: «Un presidente veronese farebbe bene al Veneto»
di Alessandro Bonfante
Un quarto d’ora con… Tomas Piccinini
A meno di quattro mesi dalle elezioni regionali fissate dal Consiglio di Stato per l’autunno 2025, il format politico di Daily Verona e Radio Adige TV torna a incrociare le voci dei protagonisti dell’aula di Palazzo Ferro Fini. Stavolta tocca a Tomas Piccinini, eletto nel 2020 nella lista Veneta Autonomia a sostegno della maggioranza Zaia.
Ex primo cittadino di Mozzecane, oggi rimane come consigliere comunale nel suo paese. Con l’ombra lunga dei quindici anni di Luca Zaia, Piccinini difende i risultati di legislatura (pil e sanità) ma rilancia: «Dopo mezzo secolo è ora che Verona esprima di nuovo il governatore».
“Un quarto d’ora con…” va in onda ogni martedì alle 21.15 sul canale 19 HBBTV o in streaming su www.radioadige.tv.
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Guarda la puntata con Tomas Piccinini
Una sintesi dell’intervista
Bilancio di questi cinque anni in Regione: che bilancio si sente di fare?
Un’esperienza complessa, ma entusiasmante. Abbiamo attraversato due anni di Covid e poi la crisi ucraina: fattori esterni che avrebbero potuto paralizzare tutto. Invece il Veneto resta locomotiva del Paese, con aziende che trainano il PIL e una sanità che ancora oggi è un modello nazionale.
Il passaggio da sindaco a legislatore a Venezia è stato difficile?
All’inizio sì: amo il contatto umano e la Regione è più “palazzo”. Anche per questo ho tenuto la carica di consigliere comunale a Mozzecane, devo ringraziare sempre il mio territorio.
Si chiude l’era Zaia. Che eredità lascia dopo 15 anni?
Un segno profondo. È il presidente più amato d’Italia da anni, non per caso. Ha guidato il Veneto tra crisi e successi, portando perfino le Olimpiadi del 2026: una visione che lascerà ricadute economiche enormi.
Chi verrà dopo di lui farà fatica? Serve un veronese?
Serve qualcuno capace. Da veronese dico che dopo 54 anni un presidente scaligero farebbe bene all’equilibrio del Veneto. L’importante è puntare a fare sempre meglio.
Autonomia: il referendum del 2017 sembra lontano, tra stop della Consulta e freddezze romane. È ancora realistica?
È prima di tutto un salto culturale: significa responsabilizzare chi amministra e trattenere le risorse dove si producono, senza togliere nulla a nessuno. Il Veneto lo ha dimostrato nei fatti, gestendo bene scuola, ambiente e conti. Dobbiamo insistere.
Il rafforzamento di Fratelli d’Italia rende la partita più difficile?
Ogni forza ha la sua sensibilità. Io credo in un federalismo solidale: contributo di base uguale per tutti e poi si corre secondo le proprie capacità. Non è una gara a chi prende di più, ma a chi usa meglio quello che ha.
Verona davvero “dimenticata” da Venezia?
Non direi. È ovvio che la provincia del governatore riceva più attenzione, ma investimenti e progetti su Verona non mancano: dal turismo alla sanità, fino alle eccellenze agroalimentari e industriali. Le eccellenze talvolta passano sotto tono. Il problema è che la coperta è sempre corta.
Quando la fermano per strada, di cosa le parlano i cittadini?
Di cose concrete: tempi della sanità, manutenzione strade, servizi per anziani e famiglie. Il politico serve a trovare la via giusta, non a fare favori.
Fuori dalla politica, cosa fa nel tempo libero?
Ho sempre fatto sport. È la mia scuola di vita: più offerta sportiva significa una comunità più sana e minori costi sociali. Da sempre, come amministratore, ho cercato di moltiplicare spazi e opportunità per i giovani.
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Un quarto d’ora con…
“Un quarto d’ora con…” è la nuova trasmissione di Verona Network, prodotta dalla redazione di Daily Verona e in onda su Radio Adige TV. Un format snello, diretto e di attualità, pensato per offrire uno spazio di confronto con i rappresentanti veronesi nelle istituzioni: consiglieri regionali, deputati, senatori ed europarlamentari, chiamati a raccontare progetti, priorità e visioni per il futuro del territorio.
A condurre il programma, in onda ogni martedì sera fino al 29 luglio alle 21.15 sul canale 19 HBBTV o in streaming su www.radioadige.tv, è Alessandro Bonfante con il direttore di Daily Verona Matteo Scolari, tra interventi e momenti di analisi, con uno sguardo rivolto anche alle prossime elezioni regionali.
Tutte le interviste di “Un quarto d’ora con…“:
- Stefano Valdegamberi: «Più sanità, meno carri armati. E Verona torni protagonista»
- Alberto Bozza: «In Veneto negli ultimi anni qualcosa si è inceppato»
- Marco Andreoli: «Zaia ha fatto la storia in Veneto, è una risorsa per tutti»
- Aurora Floridia: «Il cambiamento climatico non ha confini. Ma Meloni poco sensibile»
- Flavio Tosi: «Fine della “monarchia” Zaia, ora Verona batta i pugni»
- Enrico Corsi: «La Lega è cambiata, serve una riflessione profonda»
- Anna Maria Bigon: «Liste d’attesa della sanità azzerate in Veneto? Magari…»
- Stefano Casali: «L’autonomia è prevista della Costituzione, non è un’invenzione»
- Tomas Piccinini: «Un presidente veronese farebbe bene al Veneto»
- Alessandra Sponda: «Zaia è il Veneto. Ogni elezione fa storia a sé»
- Paola Boscaini: «Zaia rispondeva, ma poi non concretizzava»
- Elisa De Berti: «In Veneto il salto di qualità sui trasporti è evidente»
- Matteo Gelmetti: «Con Meloni l’Italia ha un altro peso. Verona deve fare squadra»
- Ciro Maschio: «La lezione di Verona ci è bastata: centrodestra unito per il Veneto»
- Paolo Tosato: «Dopo Zaia serve serietà, niente “fenomeni”»
- Marco Padovani: «Sono certo della vittoria del centrodestra in Veneto»
- Daniele Polato: «Io sindaco di Verona? Saprei già cosa fare nei primi 100 giorni»
- Paolo Borchia: «Il Green Deal è una seconda pandemia per le imprese europee»
- Maddalena Morgante: «Meloni un modello soprattutto per noi donne»
- Filippo Rigo: «Zaia ha portato il Veneto alla credibilità internazionale»
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