Studenti in piazza contro il Governo anche in Veneto
Oggi, 15 novembre, sono stati organizzati scioperi studenteschi e manifestazioni in tutto il Veneto, come in altre piazze del Paese, in occasione della giornata internazionale degli studenti, con lo slogan ‘Liberiamo il Paese’.
«Il motivo per cui abbiamo scelto lo slogan ‘Liberiamo il Paese’ è per far capire che gli studenti non staranno in silenzio sotto questo governo, ma faranno opposizione» dichiara Micol Papi della Rete degli Studenti del Veneto. «Da oltre due anni viviamo sotto un governo che non accetta il dissenso, che risponde alle nostre voci con manganelli e decreti repressivi: in due anni di governo Meloni, abbiamo visto un continuo attacco alla nostra libertà di espressione e al nostro diritto di dissenso. Leggi come il decreto ‘anti-rave’, il decreto Caivano, e soprattutto il DDL sicurezza dimostrano chiaramente un intento punitivo nei confronti delle giovani generazioni che osano alzare la voce. Vogliono criminalizzare cittadini che lottano per un futuro diverso, e non accetteremo che le nostre richieste vengano represse e silenziate».
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«Il tentativo di questo Governo di trasformare la scuola da luogo di formazione democratica a strumento di repressione è evidente. Con provvedimenti come la riforma della condotta, si cerca di instillare paura e controllo invece che stimolare pensiero critico e partecipazione. Noi crediamo in una scuola che sia motore di emancipazione, dove si sviluppano cittadini critici e consapevoli, non un’istituzione punitiva che vuole abituarci alla censura. Non accettiamo che la scuola venga trasformata in uno strumento di controllo sociale. Chiediamo finanziamenti adeguati per un’istruzione inclusiva e accessibile a tutti, e l’unica risposta che ci viene data sono ulteriori tagli e politiche punitive che ci privano della possibilità di esprimerci» afferma Viola Carollo, della Rete degli Studenti Medi del Veneto.
«Siamo una generazione cresciuta in un mondo di crisi continue: dal collasso ambientale alla precarietà lavorativa, fino all’escalation dei conflitti globali», conclude Serena De Marchi, della Rete degli Studenti del Veneto. «Questo Governo non ha fatto nulla per garantirci un futuro stabile e sostenibile; anzi, continua a investire in armi, per finanziare guerre e genocidi, ignorando i veri bisogni di questo Paese. Pretendiamo politiche giovanili che affrontino la precarietà, investimenti per un’istruzione di qualità e un reale ascolto delle nostre istanze. Il messaggio che lanciano gli studenti è di unirsi, per costruire un’opposizione forte, capace di riportare al centro istanze democratiche e che valorizzino tutti i cittadini, non solo quelli più privilegiati: dobbiamo liberare questo Paese».
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