Stefano Casali: «Fratelli d’Italia ha le risorse per incidere sulla nostra regione»
Redazione
Speciale Elezioni regionali 2025
A poche settimane dal voto in Veneto, fissato per domenica 23 e lunedì 24 novembre 2025, lo “Speciale Elezioni regionali 2025” dà voce ai protagonisti della politica regionale. Tra questi c’è Stefano Casali, attuale consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che si ripropone ai cittadini veneti per un ulteriore mandato.
Casali, con un passato di impegno a Verona, tra cui il ruolo di vicesindaco, sottolinea come Fratelli d’Italia stia guadagnando terreno in regione. E sottolinea come Verona abbia «bisogno di un’alternativa forte e rappresentativa in Regione».
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Guarda l’intervista a Stefano Casali
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Una sintesi dell’intervista
Come si è sviluppato il suo impegno politico fino a oggi?
«Il mio percorso politico è abbastanza lungo. Ho 51 anni e ho iniziato a fare politica al liceo classico Scipione Maffei, con un gruppo di amici che avevano ideali comuni. Con il tempo, grazie al sostegno dei cittadini, sono diventato consigliere comunale, assessore e vicesindaco a Verona. Poi sono stato eletto due volte in regione, un percorso che ha radici profonde».
Cosa la spinge a riproporsi in Regione?
«Le motivazioni sono chiare. Oggi, con Fratelli d’Italia, abbiamo l’opportunità di incidere ancora di più sulla nostra regione grazie alla nostra leader Giorgia Meloni, che è un’assoluta fuoriclasse. Negli ultimi anni, Fratelli d’Italia ha registrato una grande crescita, diventando il primo partito del Veneto. Vogliamo concretizzare progetti che sono molto apprezzati dai cittadini, in tema di sicurezza e miglioramento dei servizi sanitari regionali».
Fratelli d’Italia è un partito giovane, rispetto agli altri di governo. Qual è il valore che può portare ai cittadini?
«Fratelli d’Italia, con Giorgia Meloni, è un partito che guarda concretamente ai problemi e alle esigenze dei cittadini. Al contrario di una certa sinistra che si preoccupa di tematiche ideologiche lontane dalla realtà quotidiana, noi ci concentriamo su soluzioni concrete, guardando ai veri problemi delle persone. Questa è la nostra forza: concretezza, non ideologia».
Luca Zaia ha guidato il Veneto per 15 anni. Cosa ne pensa della sua amministrazione?
«Luca Zaia ha fatto un buon lavoro, con grande attenzione e presenza. Sono stato contento di lavorare con lui, anche se appartenevamo a partiti diversi. Però, credo che oggi si apra una nuova era: Fratelli d’Italia avrà la possibilità di concretizzare il programma elettorale che trova il sostegno di tanti cittadini. Zaia è stato attento al Veneto, ma il nostro obiettivo è portare maggiore attenzione al Veneto occidentale, che merita di essere più rappresentato».
L’autonomia differenziata è stata una battaglia di Zaia. Cosa ne pensa?
«L’autonomia è una battaglia importante, ma purtroppo non è stata portata a termine. Io sono un convinto autonomista. Credo che le regioni debbano essere valorizzate all’interno dell’unità nazionale. L’autonomia darebbe slancio economico e benessere territoriale. Il nostro impegno sarà quello di proseguire questa battaglia, soprattutto per i veneti che vogliono l’autonomia».
Quali temi vuole portare in Consiglio regionale, se venisse rieletto?
«La sicurezza è uno dei temi principali. Stiamo lavorando per una legge che dia maggiori poteri alla polizia locale, affinché possa intervenire in modo più efficace. Ad esempio, vogliamo fornire il taser alla polizia locale per contrastare le aggressioni in modo meno invasivo e più sicuro. Questo potrebbe migliorare la loro capacità di risposta e garantire maggiore sicurezza».
A Verona, la sicurezza è spesso un tema di discussione. Cosa può fare la Regione per migliorare la situazione?
«A Verona, la polizia locale ha bisogno di strumenti adeguati. Quando ero vicesindaco, c’erano circa 400 agenti di polizia locale, ma oggi mancano mezzi essenziali come il taser. È una vera e propria scusa non dotare gli agenti di strumenti che potrebbero migliorare la sicurezza della città. Questo è un tema che dobbiamo affrontare, perché la sicurezza dei cittadini è una priorità».
Verona è spesso vista come una città “dimenticata” in Regione. È vero?
«Sì, lo è. Verona ha bisogno di un’alternativa forte e rappresentativa in Regione. Non possiamo continuare a essere marginalizzati. Dobbiamo lavorare insieme, uniti, per far sentire la voce di Verona e della sua provincia in Regione, facendo un cambio generazionale e mettendo al centro chi vivrà il futuro del Veneto».
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