Stefano Casali a Daily: «L’autonomia è prevista della Costituzione, non è un’invenzione»
di Alessandro Bonfante
Un quarto d’ora con… Stefano Casali
A pochi mesi dalle elezioni regionali del Veneto, che il Consiglio di Stato ha confermato per l’autunno 2025, “Un quarto d’ora con…” accoglie negli studi di Verona Network Stefano Casali, avvocato penalista e consigliere regionale veronese di Fratelli d’Italia.
Rientrato in aula nel luglio 2024 dopo l’elezione di Daniele Polato al Parlamento europeo, Casali è stato nominato vice-capogruppo.
Si dice sostenitore del progetto autonomista – «nel solco dell’articolo 116 della Costituzione» –, difende l’eredità di Luca Zaia, ma avverte che «l’asticella va sempre rialzata».
Nell’intervista traccia il bilancio di una legislatura segnata dalla pandemia, ragiona sul futuro assetto politico con Fratelli d’Italia primo partito, denuncia «una Verona trascurata» nei palazzi veneziani.
“Un quarto d’ora con…” va in onda ogni martedì alle 21.15 sul canale 19 HBBTV o in streaming su www.radioadige.tv.
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Guarda la puntata con Stefano Casali
Una sintesi dell’intervista
Questa legislatura è agli sgoccioli. Che bilancio ne fa come consigliere regionale?
Direi positivo. I sondaggi mostrano che i veneti apprezzano il lavoro fatto, ma guai ad adagiarsi: l’asticella va sempre alzata. Il Veneto resta una regione che produce, in cui si vive bene e in cui la politica dà risposte serie ai cittadini.
È rientrato in Consiglio sostituendo Daniele Polato eletto a Bruxelles. Che impatto ha avuto il ritorno?
È come andare in bicicletta: quando impari non dimentichi. Avevo già guidato la Terza Commissione e il gruppo consiliare, ho trovato una struttura di altissimo livello e mi sono rimesso subito in corsa sui provvedimenti.
Tra pochi mesi finirà anche “l’era Zaia”. Come valuta questi quindici anni?
La valutazione è buona: con Zaia il centrodestra è rimasto unito e ha sempre vinto. Ora la legge non gli consente un altro mandato, quindi dovremo trovare un candidato e presentarci compatti per meritare di nuovo la fiducia dei veneti.
Fratelli d’Italia, tra l’altro, continua a crescere nei sondaggi.
È straordinario: dopo quasi tre anni di governo, salire ancora significa che le scelte, pur talvolta impopolari, sono capite dai cittadini. In Veneto siamo largamente il primo partito e sentiamo tutta la responsabilità di questa fiducia.
Autonomia differenziata, tema su cui Fratelli d’Italia è sempre stata più tiepida: rischi o opportunità?
Solo opportunità. È prevista dalla Costituzione e valorizza i territori all’interno di una forte identità nazionale. Il ritardo non fa onore al Parlamento: continuerò a impegnarmi, da convinto esponente di Fratelli d’Italia, perché si arrivi al traguardo.
La Corte costituzionale ha “azzoppato” il progetto?
Le sue pronunce hanno dato un assestamento corretto. Dopo decenni di centralismo è comprensibile la resistenza dei ministeri, ma dobbiamo portare le risorse più vicino ai cittadini.
Lei spesso ha toni molto accesi sui social. Non teme di uscire dal perimetro istituzionale?
Provo a occuparmi di macro-temi, ma anche delle “piccole” questioni: una buca che rompe una sospensione costa mille euro a una famiglia. Sui social pungolo l’amministrazione, soprattutto su sicurezza e decoro. Se il Comune nega il problema, come possiamo risolverlo?
Decoro urbano e polizia locale: che cosa chiede per Verona?
Le norme ci sono: non si gira a torso nudo in piazza né si urla di notte. La riforma della Polizia locale ha dato ampi poteri, basta metterli sulla strada. Alcune zone, d’inverno, diventano inaccessibili: i cittadini hanno diritto di sentirsi sicuri.
Verona aspetta da anni una Direzione distrettuale antimafia. Perché non arriva?
Per legge la DDA siede dove c’è la Corte d’Appello. Finché il Veneto occidentale non avrà una sezione d’appello a Verona, tecnicamente non potremo ottenerla. È una battaglia che va ripresa.
“Verona dimenticata” a Venezia: mito o realtà?
Purtroppo realtà. Dopo il presidente Angelo Tomelleri nel 1970 non abbiamo più espresso un governatore. Per anni il nostro benessere e le grandi banche cittadine ci hanno resi autosufficienti, mentre Padova, Treviso e Venezia facevano asse con la Regione. Ora il quadro è cambiato e servono pari opportunità per tutti i territori.
I cittadini che la fermano per strada, cosa le chiedono di più?
Unità del centrodestra. La spaccatura a Verona ha consegnato la città a una minoranza. La gente vuole che torniamo compatti per affrontare i problemi con più forza.
Tempo libero: come “stacca” dalla politica?
Le mie tre passioni: sci, mare e la lettura. Quando sono stressato penso sempre che, prima o poi, tornerò a sciare.
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Un quarto d’ora con…
“Un quarto d’ora con…” è la nuova trasmissione di Verona Network, prodotta dalla redazione di Daily Verona e in onda su Radio Adige TV. Un format snello, diretto e di attualità, pensato per offrire uno spazio di confronto con i rappresentanti veronesi nelle istituzioni: consiglieri regionali, deputati, senatori ed europarlamentari, chiamati a raccontare progetti, priorità e visioni per il futuro del territorio.
A condurre il programma, in onda ogni martedì sera fino al 29 luglio alle 21.15 sul canale 19 HBBTV o in streaming su www.radioadige.tv, è Alessandro Bonfante con il direttore di Daily Verona Matteo Scolari, tra interventi e momenti di analisi, con uno sguardo rivolto anche alle prossime elezioni regionali.
Tutte le interviste di “Un quarto d’ora con…“:
- Stefano Valdegamberi: «Più sanità, meno carri armati. E Verona torni protagonista»
- Alberto Bozza: «In Veneto negli ultimi anni qualcosa si è inceppato»
- Marco Andreoli: «Zaia ha fatto la storia in Veneto, è una risorsa per tutti»
- Aurora Floridia: «Il cambiamento climatico non ha confini. Ma Meloni poco sensibile»
- Flavio Tosi: «Fine della “monarchia” Zaia, ora Verona batta i pugni»
- Enrico Corsi: «La Lega è cambiata, serve una riflessione profonda»
- Anna Maria Bigon: «Liste d’attesa della sanità azzerate in Veneto? Magari…»
- Stefano Casali: «L’autonomia è prevista della Costituzione, non è un’invenzione»
- Tomas Piccinini: «Un presidente veronese farebbe bene al Veneto»
- Alessandra Sponda: «Zaia è il Veneto. Ogni elezione fa storia a sé»
- Paola Boscaini: «Zaia rispondeva, ma poi non concretizzava»
- Elisa De Berti: «In Veneto il salto di qualità sui trasporti è evidente»
- Matteo Gelmetti: «Con Meloni l’Italia ha un altro peso. Verona deve fare squadra»
- Ciro Maschio: «La lezione di Verona ci è bastata: centrodestra unito per il Veneto»
- Paolo Tosato: «Dopo Zaia serve serietà, niente “fenomeni”»
- Marco Padovani: «Sono certo della vittoria del centrodestra in Veneto»
- Daniele Polato: «Io sindaco di Verona? Saprei già cosa fare nei primi 100 giorni»
- Paolo Borchia: «Il Green Deal è una seconda pandemia per le imprese europee»
- Maddalena Morgante: «Meloni un modello soprattutto per noi donne»
- Filippo Rigo: «Zaia ha portato il Veneto alla credibilità internazionale»
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