Stadio Bentegodi, Tommasi punta sulla struttura polivalente
Abbattere il Bentegodi e ricostruirlo nello stesso posto con una migliore integrazione nel quartiere e funzioni che vadano oltre il calcio, con attenzione anche al miglioramento delle modalità di accesso alla struttura. Insomma rigenerare non solo lo stadio, ma il quartiere dello Stadio.
Questo è l’intento dell’Amministrazione Tommasi, che da tempo ha avviato un iter per dare nuova vita al Bentegodi. L’occasione è quella degli Europei di calcio 2032 che si svolgeranno tra Italia e Turchia e per ospitare i quali Verona è inserita nella decina di città candidate (per cinque posti).
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La Commissione consigliare quarta del Comune di Verona ha licenziato oggi la delibera di revoca dell’iter per la ristrutturazione del Bentegodi avviato dalla precedente amministrazione. Nella prossima seduta del 12 dicembre il Consiglio comunale sarà quindi chiamato ad approvare la delibera 125/2024 di revoca dell’iter riguardante la ristrutturazione dello Stadio Bentegodi, impostato nel dicembre 2019 dall’amministrazione Sboarina, che era stata affidata alla costituenda rti tra le società “Nuova Arena di Verona srl” e di “Vincenzo Dino & c. Spa”.
«L’intenzione dell’amministrazione – ha spiegato il sindaco Damiano Tommasi – è di proseguire con un’altra manifestazione d’interesse per un progetto di riqualificazione del quartiere Stadio che includa l’abbattimento dello stadio attuale, la sua ricostruzione, come già inserito nel Dup, e rispetti alcune indicazioni ben determinate».
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Questi i paletti fissati dal sindaco: «La costruzione dello stadio nell’attuale localizzazione, il rifacimento completo, l’eventuale costruzione di uno stadio provvisorio per le partite finché il nuovo stadio non sarà agibile, il rispetto degli standard UEFA e, cosa molto importante, l’ottimizzazione delle modalità di avvicinamento e di accesso alle infrastrutture che devono essere compatibili con la vivibilità la sostenibilità del quartiere. Inoltre, dovrà essere prevista una multifunzionalità dell’impianto che deve essere in grado di accogliere l’organizzazione di eventi anche di carattere non sportivo. Attualmente lo stadio ospita solo venti partite l’anno che, già creano difficoltà, a maggior ragione se siano di sabato, quando si tiene il concomitante mercato rionale; una variabile questa che dovrà essere tenuta in considerazione».
Nelle intenzioni del primo cittadino, «la manifestazione d’interesse potrà essere pubblicata già dopo l’approvazione del bilancio di previsione. Vogliamo candidarci all’organizzazione degli Europei di Calcio 2032. Siamo una delle dieci città selezionate inizialmente, ma per poter concorrere dobbiamo poter contare su un’infrastruttura sportiva adeguata».
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La sfida è piuttosto agguerrita. L’Europeo in tandem con la Turchia riduce le città da selezionare infatti a cinque, dalle iniziali dieci. Secondo le dichiarazioni del Ministro dello Sport Andrea Abodi di qualche mese fa, tre dei cinque stadi in Italia sarebbero già fissati: Milano, Roma e Torino.
I conti quindi sono spietati: per gli ultimi due posti sarebbero in corsa, oltre a Verona, anche Genova, Firenze, Napoli, Palermo, Bologna, Cagliari e Bari. Per tutte, tranne forse Torino, ci sarebbe comunque ancora molto lavoro da fare per soddisfare gli standard richiesti dalla manifestazione continentale, emerge dalle dichiarazioni di Abodi e di dirigenti Uefa in questi mesi.
Il sindaco Tommasi però vuole sfruttare l’occasione, puntando a raggiungere in tempi brevi il passaggio della manifestazione d’interesse, per arrivare ad avere in mano una proposta concreta e avviare il dialogo con eventuali soggetti interessati il prima possibile. E quindi mostrare solidità a chi dovrà selezionare gli stadi per Euro 2032.
Continua il sindaco: «Parallelamente, il nostro obiettivo è di rigenerare il quartiere, di dare all’infrastruttura una dimensione diversa dal mero impianto sportivo, in modo che possa divenire anche uno spazio coperto per ospitare grandi eventi o eventi con un numero di spettatori comunque superiori a quelli che può contenere oggi l’anfiteatro Arena. Il nuovo stadio dovrà quindi essere costruito secondo nuove tecnologie, miranti alla multifunzionalità anche durante il campionato di calcio, come la chiusura del tetto o il campo retraibile».
La delibera di revoca dell’iter precedente licenziata oggi dalla Commissione consigliare quarta e che giovedì arriverà in Consiglio comunale era quindi un passaggio fondamentale: «Per far questo, appunto, si doveva chiudere il capitolo relativo al percorso seguito dalla precedente amministrazione. Non viene, però, meno la volontà di proseguire nella decisione di mettere mano all’infrastruttura, che ha bisogno di manutenzioni dato che non è più al passo con i tempi. Cogliendo l’occasione della candidatura di Verona come città ospitante per gli Europei di calcio e quindi anche della riqualificazione del quartiere che aspetta da tempo di una maggiore compatibilità tra la presenza di un impianto sportivo e la propria vita quotidiano con le vie di accesso, i parcheggi e tutto quello che purtroppo spesso non si riesce a mantenere sostenibile. Quindi vogliamo dare ampio spazio a questa iniziativa e velocemente, possibilmente entro fine anno».
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