Spi Cgil del Veneto contro la sperimentazione dei medici stranieri

Redazione

| 05/08/2025
Agiollo replica all’iniziativa lanciata dalla Regione: «Soluzione fantasiosa e bizzarra per tentare di mettere una pezza alle scelte sbagliate del passato».

È netta la presa di posizione del sindacato dei pensionati della Cgil del Veneto circa la sperimentazione proposta dall’assessora alla Sanità Manuela Lanzarin, che ha spiegato come la Regione abbia aperto un bando per cercare di reclutare medici che abbiano conseguito l’abilitazione in altri paesi, ottenendo un titolo che però non è riconosciuto nel nostro Paese, e che abbiano avviato l’iter di riconoscimento.

Commenta Ugo Agiollo, della segreteria dello Spi Cgil del Veneto: «Ormai per recuperare le scelte sbagliate e gli enormi errori di programmazione compiuti dalla Regione Veneto sulla carenza dei medici e non solo, l’assessora Lanzarin sta proponendo soluzioni che dire stravaganti sembra un eufemismo. L’ultima trovata è l’arruolamento di medici con il titolo non riconosciuto in Italia, che dovrebbero occuparsi, nei pronto soccorso, solo dei codici bianchi. Ci pare solo l’ennesimo tentativo per coprire gli errori del passato, che abbiamo continuamente denunciato come Spi Cgil, che sono stati totalmente inascoltati da parte di palazzo Balbi».

LEGGI ANCHE: La “Pompei” di Verona allo Stato: nuova vita per l’ex cinema Astra

«Di recente – continua Agiollo – abbiamo presentato anche indagini realizzate dall’Ires che purtroppo propongono contorni impietosi per quanto riguarda tanti aspetti del nostro sistema sanitario territoriale».

In Veneto vi è una mancanza oramai cronica di medici di medicina generale, di medici della continuità assistenziale, di pediatri di libera scelta, ma anche di tante specialità ospedaliere, a cominciare dall’urgenza-emergenza (pronti soccorso) e non solo, fanno notare dal sindacato.

«Ora ovviamente si cercano soluzioni di ogni tipo – conclude Agiollo – ne sentiamo una al giorno, senza che però mai nessuno da palazzo Balbi ammetta che ci sono stati negli ultimi anni palesi scelte sbagliate ed errori di valutazione. Ci uniamo dunque al coro delle tante realtà che hanno contestato quest’ultima proposta e ci auguriamo che la Regione Veneto smetta di ripeterci il mantra della migliore sanità italiana, e cominci a intervenire concretamente, e non fantasiosamente, con interventi che diano risposte concrete ai cittadini, che non riducano la qualità del servizio offerto e soprattutto siano strutturali e stabili nel tempo».

LEGGI E GUARDA: Quante ciclabili a Verona? Il quadro dei nuovi cantieri

Le notizie del giorno, ogni sera, gratis, come vuoi. Clicca qui 👇

Condividi ora!