Smog a Verona: cresce il dibattito politico

Redazione

| 06/02/2025
In seguito all'ultimo report pubblicato da Legambiente, sono emerse critiche all’amministrazione Tommasi da Verona Domani e FdI, che parlano di fallimento delle politiche green. L’assessore Ferrari difende l’operato, sottolineando la necessità di interventi strutturali di lungo periodo.

Verona si posiziona sul podio della classifica delle città italiane con la peggiore qualità dell’aria, secondo il report Mal’Aria di città 2025 di Legambiente. Il dato ha scatenato un acceso dibattito politico, con forti critiche all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Damiano Tommasi e una replica dell’assessore all’Ambiente Tommaso Ferrari.

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Le critiche di Verona Domani: «Uno schiaffo alle politiche green di Tommasi»

Secondo Verona Domani, il report di Legambiente «boccia clamorosamente e senza appelli le politiche ambientaliste dell’amministrazione veronese», evidenziando come Verona sia la città con la maggiore presenza di polveri sottili in Italia. «Altro che svolta green e ambientalista. Un vero e proprio schiaffo alle politiche e alle azioni messe in atto in questi anni dall’amministrazione Tommasi».

Il consigliere comunale Paolo Rossi attacca apertamente le misure adottate finora: «Anni di politiche cittadine quasi unicamente incentrate sulla realizzazione di nuove piste ciclabili (molto spesso anche in zone non idonee e pericolose), iniziative su mobilità dolce e sostenibile, chiusura totale della Ztl, domeniche ecologiche con relativo stop alla circolazione delle automobili. E ancora, fallimentare gestione e raccolta del verde cittadino, centinaia di parcheggi dei residenti sacrificati in tutta la città per fare spazio a nuove aree verdi e per la piantumazione di nuovi ‘alberelli’ (vedi il recente caso di Piazza Brà Molinari), la soppressione di storici e tradizionali eventi particolarmente amati dai veronesi come il falò dell’Epifania in Brà. Risultato? L’aria è peggiorata».

Paolo Rossi
Paolo Rossi (Verona Domani)

Rossi incalza l’amministrazione, chiedendo spiegazioni sui numeri allarmanti del report: «Spieghi adesso il sindaco e il suo assessore all’ambiente come sia possibile che la nostra città sia precipitata in questi anni in questo modo, risultando addirittura più inquinata di realtà come Milano, Padova, Catania, Vicenza e Padova. I dati di Legambiente, che testimoniano in maniera chiara l’inefficacia delle misure adottate fino adesso, fanno emergere una situazione allarmante».

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Padovani (FdI): «Solo greenwashing, Verona merita di meglio»

Anche il deputato di Fratelli d’Italia Marco Padovani attacca duramente la giunta Tommasi, accusandola di un ambientalismo di facciata: «Questa amministrazione si è sempre proclamata “green”, ma a tutti gli effetti i suoi provvedimenti si limitano a slogan e propaganda. Si parla tanto di sostenibilità, di mobilità dolce, di biciclette e aree pedonali, ma senza una strategia concreta e basata su studi seri. Il risultato? Un’amministrazione che si dipinge di verde per convenienza politica, ma che nei fatti pratica solo greenwashing».

Marco Padovani
Marco Padovani

Per Padovani, il problema principale è l’assenza di un piano concreto: «La sostenibilità non si improvvisa e, soprattutto, non appartiene a una parte politica: è di chi ha a cuore la propria città e lavora per un futuro migliore. Qui, purtroppo, vediamo solo una grande difficoltà nell’affrontare il problema con soluzioni reali. Verona merita di meglio, un’amministrazione che sappia coniugare sviluppo e ambiente con competenza e visione».

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La replica dell’assessore Ferrari: «Sfida complessa, servono azioni strutturali»

A fronte delle critiche, l’assessore all’Ambiente Tommaso Ferrari ha difeso l’operato della giunta Tommasi, sottolineando la complessità del problema e la necessità di interventi di lungo periodo: «I dati sulla qualità dell’aria purtroppo sono noti da molti anni e sono dati che dimostrano anno dopo anno la necessità di migliorare la qualità dell’aria nella nostra città e ci mostrano anche la complessità di questa sfida che richiede interventi strutturali e di lungo periodo e non ha, purtroppo, soluzioni immediate».

Ferrari ha evidenziato il contesto particolarmente difficile in cui Verona si trova: «Il bacino padano è una delle aree più critiche d’Europa per la qualità dell’aria, a causa dell’elevata densità abitativa, dell’industrializzazione, delle grandi direttrici di traffico e di una conformazione geografica che favorisce il ristagno degli inquinanti. Questo rende ancora più evidente la necessità di un’azione coordinata tra amministrazioni locali, regioni e governo centrale, anche in termini di finanziamenti».

Tommaso Ferrari
L’assessore alla Mobilità e alla Transizione Ecologica Tommaso Ferrari

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L’assessore ha inoltre ribadito che l’amministrazione sta portando avanti misure concrete per affrontare il problema: «Proprio per questo dobbiamo accelerare e portare avanti con determinazione politiche in tal senso, che sono comuni a moltissime altre città, concentrandoci sulle leve su cui le città possono intervenire direttamente: incentivare la mobilità sostenibile, aumentare il trasporto pubblico locale, ridurre l’inquinamento da traffico e favorire la transizione energetica degli edifici».

Infine, Ferrari ha citato dati ARPAV per sostenere che, nel lungo periodo, vi siano segnali di miglioramento: «Guardando l’andamento dei dati negli anni, come evidenziato nell’ultimo report di ARPAV: il numero di superamenti sta tendenzialmente calando, eccezione fatta per il 2021, uno degli anni con i livelli più bassi di PM10. Questo ci conferma la necessità di azioni coordinate e strutturali che possono permettere, negli anni, di migliorare i risultati».

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