Sicurezza, Tommasi in Prefettura: «Zone rosse utili, ma servono soluzioni strutturali»
di Matteo Scolari
Si è svolto questa mattina in Prefettura a Verona un nuovo incontro del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, con al centro il tema delle cosiddette zone rosse e delle misure straordinarie applicate in città negli ultimi mesi per garantire maggiore sicurezza.
Al tavolo hanno partecipato le istituzioni cittadine e le forze dell’ordine. Il sindaco Damiano Tommasi ha sottolineato come le aree sottoposte a vigilanza rafforzata abbiano prodotto effetti positivi, pur ricordando che queste misure devono rimanere temporanee. «C’è stata soddisfazione per i risultati ottenuti – ha spiegato – ma il tema è capire se e come estendere la sperimentazione in altre parti della città, mantenendo la consapevolezza che si tratta di strumenti a tempo».
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Tra i nodi affrontati, anche quello del degrado in centro storico, in particolare tra Pradaval, via Roma e Liston, dove la presenza di persone senza fissa dimora preoccupa albergatori e commercianti. Tommasi ha ribadito che il fenomeno non può essere ridotto a un problema di ordine pubblico: «È una situazione che la città conosce da decenni, comune a molte realtà turistiche. Va analizzata nella sua complessità, distinguendo tra disagio sociale, problemi individuali e carenza di servizi. Per questo lavoriamo in sinergia con i nostri assessorati e con associazioni come la Ronda, per dare risposte concrete».
Sul fronte più ampio della gestione della sicurezza, il sindaco ha ricordato le difficoltà legate alla mancanza di organico: «Verona è la città capoluogo non metropolitana più grande e popolosa d’Italia. Le esigenze qui sono maggiori che altrove, per numero di turisti, aziende e residenti. Servono quindi più risorse. Quando le forze dell’ordine chiedono rinforzi spesso vengono ascoltate, ma restiamo in attesa degli organici aggiornati previsti per gennaio».
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