Sicurezza a Verona, Zivelonghi: «Da non abbinare esclusivamente all’immigrazione»
«L’università si conferma un luogo di incontro, di confronto e di pensiero. Però, non si può declinare il tema sicurezza abbinandolo esclusivamente all’immigrazione, come spesso accade. Questa è una visione parziale, sia rispetto alla sicurezza che rispetto all’immigrazione. L’immigrazione è un fenomeno sociologico complesso che non ha solo aspetto negativi come quello di creare condizioni di insicurezza nella cittadinanza: è molto altro, inclusione, integrazione, crescita culturale, rispetto. La sicurezza non è solamente riferibile ai temi dell’immigrazione: vogliamo dimenticare la ricchezza della provincia di Verona che attrae gli appetiti mafiosi, tutti italiani?».
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Sono queste le parole dell’assessora alla Sicurezza del Comune di Verona, Stefania Zivelonghi, a margine del suo intervento di sabato all’Università di Verona. Il convegno “Di cosa parliamo quando parliamo di sicurezza?” era promosso dall’università di Verona insieme alle associazioni Gruppo Radici dei Diritti dell’ateneo scaligero, l’Osservatorio di comunità per i diritti e i doveri sociali, l’associazione Avvocato di Strada, l’associazione Sulle Orme e la Ronda della Carità. Tra i fili conduttori, uno sguardo diverso sul tema sicurezza e una narrazione che, anziché giocare sull’allarmismo e la paura, sposti l’attenzione sui dati reali, sulle cause, sulle tante sfaccettature del problema, e soprattutto sul legame indissolubile tra sicurezza da un lato, e inclusione e coesione sociale, dall’altro.
«Certo la sicurezza è un tema complesso – prosegue Zivelonghi -. Ben venga quindi il dibattito di oggi tra le istituzioni, le forze di sicurezza, la Prefettura e la società civile. Ne seguiranno altri per condividere anche i molteplici aspetti legati al mantenimento e promozione della sicurezza in ambito urbano. La nostra Amministrazione ha coinvolto più assessorati sul tema sicurezza. Operiamo con l’assessorato alle politiche sociali, quello delegato alle politiche abitative, quello delle politiche giovanili e quello, fondamentale, del patrimonio. L’ambito d’azione è ampio, quindi concertato e collettivo. Il tutto si orienta al senso di comunità: tale da garantire la sicurezza dei cittadini e anche un flusso migratorio tale da consentire una convivenza civile con la popolazione residente».
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